Centro Biavati, prove di pace tra Comune e tribunale

È sicuramente insolito il braccio di ferro che si è venuto a creare tra il tribunale e il Comune di Bologna. Oggetto del contendere il centro sportivo Biavati, chiuso dopo le ispezioni che ne certificavano la pericolosità per gli utenti.
Il Comune, con un’ordinanza, ha chiesto ai gestori del centro sportivo la riconsegna delle chiavi in modo da poter entrare nel circolo di via Shakespeare 33 per rispristinarlo e riconsegnarlo alla fruizione pubblica.
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Il provvedimento nei confronti dell’Unione sportiva Corticella, che gestisce il centro sportivo, è stato però stoppato dal tribunale, che ha definito l’ordinanza come “unilaterale”. Come si legge su Il Resto del Carlino, il presidente del tribunale Pasquale Liccardo ha sottolineato che “a tutela del corretto funzionamento della procedura” di liquidazione – visto che l’Unione sportiva Corticella ha debiti per quasi quattro milioni di euro – richiederà un intervento “volto a riconoscere il valore dei diritti affermati e il carattere unilaterale di ogni condotta fino ad oggi assunta dagli enti territoriali interessati”, ovvero il Comune di Bologna.
Da Palazzo d’Accursio la notizia è stata appresa dalla stampa. L’obiettivo per l’amministrazione, si legge in una nota che riporta le dichiarazioni del sindaco Lepore, è quello di “rientrare in possesso del proprio bene, fare gli investimenti che servono per riaprire in sicurezza e restituire prima possibile ai cittadini la disponibilità dell’impianto”, risolvendo così le “gravi inadempienze del gestore, che hanno portato alla revoca della concessione”.
“In questo momento – continua il comunicato – abbiamo sicuramente una posizione diversa dal tribunale, dovuta anche alle diverse prerogative che abbiamo”. Però, conclude il sindaco, “promuoveremo un incontro con il presidente del tribunale, credo sia importante confrontarsi anche nel merito, con il consueto spirito di leale collaborazione tra istituzioni, che non deve mai mancare”.
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