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Hormuz, raid e accuse. Trump: “Un colpetto”. Ma il dialogo prosegue

I raid contro l’Iran in risposta ai loro attacchi sono solo un “colpetto amorevole”. Dopo che alcuni cacciatorpediniere sono stati presi di mira nello Stretto di Hormuz, Donald Trump definisce i blitz di rappresaglia contro obiettivi di Teheran con l’espressione “just a love tap”, e sottolinea ad Abc che il cessate il fuoco è ancora in vigore. Allo stesso modo, il presidente americano liquida gli attacchi dell’Iran contro tre navi da guerra americane come “una sciocchezza”. “Oggi hanno scherzato con noi, noi li abbiamo spazzati via. Io la definisco una sciocchezza”, ripete.

Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei parla di una “flagrante violazione” della tregua, ma una fonte militare affiliata alle Guardie Rivoluzionarie, citata da Tasnim, sostiene che “gli scontri tra le due parti si sono per ora interrotti, ma potrebbero riprendere se le forze Usa dovessero rientrare nel Golfo Persico o interferire con le navi iraniane”. Avvertendo che qualsiasi ulteriore attacco americano riceverà “una risposta schiacciante”.

Il Centcom fa sapere che le forze militari Usa hanno neutralizzato ieri le petroliere Sea Star III e Sevda (due navi cisterna battenti bandiera iraniana, prive di carico) impegnate a raggiungere un porto del regime sul Golfo di Oman, in violazione del blocco americano. Mentre il 6 maggio, hanno neutralizzato la Hasna. “Le forze statunitensi in Medioriente rimangono impegnate nella piena attuazione del blocco contro le unità in entrata o in uscita dal Paese”, assicura l’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom. “Le conseguenze di questo avventurismo capriccioso e di questo comportamento sconsiderato sono ormai evidenti al mondo intero. I tweet deliranti non hanno più alcun peso sulla realtà”, scrive su X Baghaei, e commentando le parole di Trump sulla violazione del cessate il fuoco a Hormuz, afferma che eufemismi come “un leggero colpo” non possono “cancellare la vergogna nata da una valutazione errata”.

Il tycoon, invece, lancia un ennesimo monito alla Repubblica islamica, assicurando che in futuro “li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno l’accordo, e in fretta”. “Gli aggressori iraniani sono stati completamente distrutti, insieme a numerose piccole imbarcazioni utilizzate per rimpiazzare la loro Marina militare, ormai totalmente decapitata”, spiega Trump, precisando che contro le navi americane sono stati lanciati “missili e droni”. Un Paese “normale avrebbe consentito il passaggio di questi cacciatorpediniere, ma l’Iran non è un Paese normale. È guidato da pazzi che, se avessero l’opportunità di utilizzare un’arma nucleare, lo farebbero senza esitazione – osserva The Donald -. Ma non l’avranno mai”. Secondo il comandante in capo, comunque, l’accordo con Teheran “potrebbe non concretizzarsi, ma potrebbe accadere da un giorno all’altro. Lo vogliono più di quanto lo voglia io”. Da Roma, il segretario di stato Marco Rubio dice che “ci sarà uno sviluppo nelle prossime ore, in Iran sono frammentati ma spero davvero in una proposta seria da parte loro”.

Intanto, come riporta Axios, il vicepresidente JD Vance ha incontrato alla Casa Bianca il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, per

discutere i negoziati in corso. I qatarioti, spiega il sito citando un funzionario statunitense, rappresentano un canale di comunicazione riservato fondamentale tra Usa e Iran nel complesso dialogo per porre fine alla guerra.


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