Veneto

La “nonna” più longeva di Vigonza ha festeggiato 103 anni


A 103 è la cittadina di Vigonza più longeva. Maria Agostini, simbolo di tempra e saggezza, ha spento ben 103 candeline diventando così la “nonna” di Vigonza. Nata il 7 maggio del 1923, Maria ha attraversato un secolo di storia italiana, vivendo in prima persona le trasformazioni del Veneto, dalle fatiche del dopoguerra fino all’era digitale. La sua è stata una vita dedicata alla famiglia e al lavoro, radicata in quei valori di umiltà e resilienza che ancora oggi la rendono un punto di riferimento per le generazioni più giovani. A portarle l’omaggio dell’intera cittadinanza è stato il sindaco di Vigonza, Gianmaria Boscaro che ha fatto visita alla signora Maria, attualmente ospite nella rsa “Giorgione” di Vigonza per consegnarle un mazzo di fiori a nome dell’amministrazione comunale.

Unica femmina in una famiglia con tre fratelli maschi, Maria si sposa giovanissima con Rino Maretto e dal matrimonio nascono due figli, Roberto e Lorenza. Nel 1987 resta vedova e con coraggio e forza d’animo, si rimbocca le maniche per mantenere la sua famiglia. Amante della natura, da ragazzina si arrampicava sugli alberi e ne combinava di tutti i colori. È sempre stata una donna dall’indole vivace, attiva e piena di interessi. Oltre ai fiori e alle piante, nonna Maria ama gli animali, in particolare gli uccellini e ne teneva qualcuno in casa. Fino a pochi anni fa si occupava e seguiva l’orto di famiglia che curava come fosse un giardino. 

«Maria non è solo la memoria storica del nostro Comune, ma un esempio vivente di speranza e vitalità – ha dichiarato il primo cittadino – raggiungere questo traguardo con tale lucidità e circondata dall’affetto dei suoi cari è un dono che onora tutta la nostra comunità. Durante la mia visita, ci siamo intrattenuti chiacchierando e con piacere ho ascoltato i racconti della sua vita, semplice e operosa. Maria ha attraversato le vicende tristi e felici di un secolo della nostra storia: ha vissuto gli anni della seconda guerra mondiale conoscendone le brutture e le sofferenze, anni in cui erano richieste fatiche e sacrifici per vivere e crescere dignitosamente. I nostri nonni sono un patrimonio prezioso patrimonio di tradizioni, di valori culturali e civili che rappresentano per tutti i giovani e per tutti noi un modello di vita da seguire».


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