Veneto

scatta l’allarme e viene arrestato

Non ha avuto rispetto per uno dei luoghi sacri più famosi al mondo, ma non ha fatto i conti con gli agenti della sezione “volanti” che gli hanno messo le manette ai polsi. Nei guai è finito un 21enne marocchino richiedente asilo, arrestato per furto aggravato. Nella notte tra il 7 e l’8 maggio alle 4,30 del mattino è scattato l’allarme della Basilica di Sant’Antonio. Nel cuore della notte il frate custode si è recato tra le navate interne dove ha notato un fascio di luce proveniente da una torcia impugnata da una persona. Dai monitor della videosorveglianza ha verificato come nonostante l’allarme l’intruso continuasse ad agire proprio in prossimità delle cassette contenenti le offerte dei fedeli. A questo punto ha immediatamente contattato il 113. In pochi istanti sul luogo dell’emergenza sono arrivati i poliziotti della sezione “volanti” coordinati dal vicequestore Valeria Pace. Ad attenderli proprio il frate custode all’ingresso del sagrato. Un rapido sopralluogo all’interno della Basilica ha consentito di individuare e bloccare l’intruso che nel frattempo si era nascosto dietro un portone in legno, sdraiato a terra.

Gli attrezzi da scasso rinvenuti al 21enne

Nell’immediatezza dei fatti i poliziotti hanno recuperato anche gli arnesi atti allo scasso: una trancia, un martello, uno scalpello, utilizzati per scassinare sette cassette delle offerte dalle quali aveva sottratto circa 80 euro. Dalla perquisizione personale del nordafricano sono spuntati anche due coltelli ed una torcia occultati in un marsupio. All’interno della Basilica sono giunti anche gli specialisti del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica Gips di Padova, per un accurato sopralluogo, riscontrando come il 21enne marocchino avesse prima scavalcato la recinzione esterna della struttura religiosa, introducendosi nel cortile e, tramite un’impalcatura, da una finestra della Basilica, utilizzando un naspo antincendio prelevato nelle vicinanze, lo ha utilizzato per calarsi all’interno.

Il giovane dopo essere stato reso inoffensivo è stato accompagnato negli uffici della Questura e identificato per un 21enne cittadino marocchino, senza fissa dimora, richiedente Asilo presso la Questura di Napoli, in attesa di essere convocato dalla procedente Commissione territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale, entrato in Italia tre anni fa e giunto a Padova da circa un anno, dove è stato controllato più volte in zona stazione ferroviaria. Essendoci la flagranza di reato, per il cittadino straniero è scattato l’arresto. Della vicenda è stato messo al corrente il pubblico ministero di turno. Nella giornata odierna 9 maggio è previsto il processo per direttissima.

I controlli nell'area della Basilica sono costanti

Il questore Marco Odorisio, vista la gravità dei fatti, ha attivato l’ufficio Immigrazione per il successivo collocamento presso il Cpr di Gradisca D’Isonzo del 21enne marocchino richiedente Asilo.
In ragione della specificità del furto all’interno della Basilica, i poliziotti della Questura stanno rivisitando altri due episodi di intrusioni notturne all’interno di altrettante chiese cittadine, avvenute nelle ultime settimane, dove sono state rubate somme di denaro prevalentemente in monete prelevate o da cassette delle offerte o da fondo cassa delle sacrestie, al fine di verificare un’eventuale riconducibilità dei furti al 21enne cittadino marocchino richiedente asilo.


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