Calabria

Lamezia, voti alterati e presenze fantasma al “Galilei”: in 9 a giudizio I NOMI

Il procedimento giudiziario scaturito dall’inchiesta della Procura di Catanzaro sul Liceo Scientifico “Galilei” ha segnato un punto di svolta con la decisione del gup Arianna Roccia, che ha disposto il rinvio a giudizio per 9 indagati e l’accesso al rito abbreviato per la dirigente scolastica, delineando un presunto sistema illecito radicato all’interno dell’istituto. Al centro delle accuse figurano l’accesso abusivo ai sistemi informatici, il falso, il peculato e i maltrattamenti, ipotesi di reato che avrebbero coinvolto non solo i vertici della scuola e diversi docenti, ma anche un esponente delle forze dell’ordine.

I NOMI

Affronteranno il processo ordinario a partire dall’8 luglio i docenti Maria Rosaria Rocca, Giovambattista Chirillo, Anna Rosa, Pasqualina Bagnato, Maria Piera Adamo, Marietta Paola Veltri e Giuseppina Sandra Anania, insieme al finanziere Renato Molinaro e a Carlo Luigi Isabella. La posizione della dirigente scolastica Teresa Antonietta Goffredo è stata invece scissa: per i reati di maltrattamenti e falso il gup ha dichiarato l’incompetenza territoriale disponendo il trasferimento degli atti a Lamezia, mentre per gli altri capi d’accusa la dirigente è stata ammessa al rito abbreviato con discussione fissata per il 5 novembre.

L’ACCUSA

L’impianto accusatorio, sostenuto dal pm Domenico Assumma, ipotizza che la dirigente abbia «abusato del proprio account per alterare i voti degli studenti sul registro elettronico in materie come disegno, biologia e chimica, pratica che sarebbe stata attuata anche dalla docente Maria Rosaria Rocca per storia e filosofia». Oltre alle «manipolazioni» dei voti, l’indagine ha fatto luce su presunte «presenze fantasma» e ore di attività «mai effettuate ma regolarmente retribuite»; in particolare, Goffredo e il docente Chirillo avrebbero falsificato i dati relativi a ore di attività in presenza per eludere investigazioni su una possibile truffa ai danni dello Stato. L’accusa di peculato riguarda invece la formazione di falsi fogli di presenza per i “Giochi sportivi studenteschi”, che avrebbero permesso alle docenti Adamo e Anania di percepire compensi non dovuti per decine di ore di lavoro mai prestate. Ci sono poi le contestazioni di mobbing ai danni di docenti critici verso la gestione della dirigente. Infine, l’inchiesta ha coinvolto il maresciallo della Guardia di finanza Renato Molinaro, accusato di aver rivelato segreti d’ufficio consultando abusivamente le banche dati della Procura per fornire informazioni su indagini in corso ai coniugi Isabella e Adamo.


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