Basilicata

Economia: cala l’export ma la Basilicata soffre meno per la guerra

Banca Intesa analizza i dati sull’economia: nonostante l’export in calo, gli effetti della guerra in Medio Oriente pesano meno sulla Basilicata


L’esposizione commerciale verso i mercati coinvolti nel conflitto in Medioriente è mediamente bassa in Puglia, dove il peso dell’export verso queste destinazioni è pari al 2%, un dato inferiore alla media italiana (3,4%). Ci sono però settori più esposti: meccanica (export al 5,5% del totale con 68 milioni di euro), elettronica (12,3% con 19 milioni), elettrotecnica (4,3% con 15 milioni) e prodotti e materiali da costruzione (6% con cinque milioni). I dati del Research department di Intesa Sanpaolo sono stati presentati ieri a Bari in occasione della 12/ma tappa di ‘Imprese Vincenti’. Anche per il Molise l’esposizione risulta contenuta, con l’1,5% del totale. La Basilicata risulta ancora meno esposta, con una quota sul totale dello 0,8%.

L’EXPORT: BASILICATA IN CALO

Le esportazioni pugliesi nel 2025 hanno registrato un aumento del 2,6% (3,3% la media nazionale) arrivando a sfiorare i 10 miliardi di euro. A livello settoriale soffrono automotive (meno 13%) e filiera pelle (meno 9%). Crescono invece agroalimentare (+2,9%), meccanica (+13%), aerospazio (+50%) ed elettrotecnica (+35%). L’export è cresciuto, in particolare, verso Stati Uniti (+6%), Regno Unito (+19%) e Danimarca (passata da 90 a 254 milioni di euro), ma aumenta anche verso Repubblica Ceca (+44 milioni), Bulgaria (+22 milioni), Arabia Saudita (+20 milioni) e Polonia (+20 milioni).

Quanto alla Basilicata, l’export nel 2025 si è assestato a 1,3 miliardi di euro, in calo del 17,8%. Soffre l’automotive (meno 35,5%), mentre crescono agroalimentare (+6,5%), metallurgia (+44%) e chimica (+25%). I risultati migliori si registrano verso Belgio (+7%), Austria (+2,1%), Giappone (+13 milioni) ed Egitto (+29 milioni). Passando al Molise, nel 2025 l’export è calato del 3,9%, assestandosi su 1,2 miliardi di euro. Crescono automotive (+12%), agroalimentare (+6%), elettrotecnica (+58%) e mobili (+14%). Soffrono invece chimica (meno 17%), estrattivo (meno 83%) e farmaceutica (meno 85%).
Aumentano le vendite negli Usa (+17,5%), Spagna (+9%), Danimarca (+24%), mentre sono in calo verso Germania (-8%) e Messico (-33%).

LE IMPRESE RESILIENTI

“Le imprese di Puglia e Basilicata sono molto resilienti, questo non è il primo momento complesso dal punto di vista geopolitico che vivono. Se pensiamo agli ultimi anni prima c’è stato il rialzo dei tassi, poi c’è stato il conflitto in Ucraina e ora ci sono queste nuove tensioni geopolitiche. Noi, come Intesa Sanpaolo, le accompagniamo non soltanto dal punto di vista della leva finanziaria, quindi con le erogazioni di credito e con tutti i plafond che mettiamo a supporto dei territori, ma anche dal lato della consulenza, con workshop e specialisti, affinché continuino gli investimenti”. Ha detto Alessandra Modenese, direttrice regionale Puglia, Basilicata e Molise di Intesa Sanpaolo.

“Come si è dimostrato dal 2019 al 2026 – ha proseguito – il Mezzogiorno è stato in grado non solo di superare questi momenti, ma anche di crescere a volte in maniera superiore la media sia del Centro che del Nord Italia”. Quanto all’imminente fine del Pnrr, “il Sud ha sicuramente bisogno del supporto degli incentivi pubblici – ha spiegato – però ha dimostrato anche una grande capacità di saperli utilizzare. Restiamo con il grande supporto della Zona unica speciale che è molto attrattiva sia per gli investimenti degli imprenditori che vivono il territorio sia per chi vuole arrivare a investire. Noi abbiamo comunque programmi per aiutare le imprese a crescere per continuare a competere”.


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