Trump sente von der Leyen: “Uniti su minaccia nucleare di Teheran”. Ma avverte sui dazi: “Avete tempi fino al 4 luglio, poi saliranno”
Le forze armate degli Stati Uniti non stanno utilizzando delfini kamikaze per la rimozione delle mine nello Stretto di Hormuz. Una fonte al Pentagono, consultata da Adnkronos, ha negato tale ipotesi. Ma questo non significa che Washington non ne abbia. Le parole del funzionario seguono quelle del Segretario alla Difesa Pete Hegseth che, questa settimana, è stato costretto a smentire l’affermazione – a fronte delle crescenti preoccupazioni – secondo cui l’Iran avrebbe addestrato tali mammiferi per compiere attacchi suicidi contro le forze statunitensi e il traffico mercantile nell’importante via marittima. Il possibile impiego dei delfini nelle operazioni militari solleva questioni complesse, secondo gli esperti: non solo se paesi come l’Iran dispongano di animali marini addestrati, ma anche se abbiano sviluppato le competenze necessarie per operare efficacemente con essi.”Per gli esseri umani, imparare a sfruttare al meglio le capacità dei delfini rappresenta una sfida”, ha detto Scott Savitz ad Adnkronos, ingegnere senior presso il think tank Rand Corporation ed esperto di contromisure contro le mine. La questione non è “se gli iraniani possano o meno disporre di animali fisicamente presenti e dotati di un certo addestramento, bensì se siano stati gli iraniani stessi ad addestrarsi” per lavorare con i delfini, sostiene l’ingegnere. Savitz ha spiegato che, in passato, furono impiegati per individuare eventuali mine, ma dopo che i conflitti erano terminati. Non sono mai stati usati come kamikaze. “Le ostilità erano sostanzialmente cessate”, ha affermato. “Non si cerca certo di aprirsi la strada combattendo con l’ausilio dei delfini”. Durante un briefing al Pentagono, martedì, a Pete Hegseth era stato chiesto conto delle “notizie su delfini kamikaze” apparse su alcuni organi di stampa, dopo che l’Iran ha sostenuto di poter impiegare armi finora inutilizzate nel conflitto in corso da due mesi. Nel 2000, la Bbc aveva riferito che Teheran aveva acquistato in passato dei delfini addestrati per operazioni militari. Hegseth ha quindi risposto alla domanda, che sembrava scaturire da un precedente articolo del ‘Wall Street Journal’ secondo cui l’Iran starebbe cercando il modo di infrangere il blocco dello stretto imposto da Trump e avrebbe potuto utilizzare “delfini armati di mine” per attaccare le navi da guerra statunitensi. “Non posso confermare né smentire se disponiamo di delfini kamikaze, ma posso confermare che loro (l’Iran, ndr) non ne hanno”, ha affermato il Segretario.
Pochi minuti prima che Hegseth prendesse la parola, il generale dell’Aeronautica Dan Caine ha affermato di non aver mai sentito parlare di “delfini kamikaze”. “È come gli squali con i raggi laser, giusto?”, ha scherzato Caine, Capo dello Stato Maggiore Congiunto, facendo riferimento ai film comici di “Austin Powers”. Allo stesso tempo, da decenni, è confermato che la Marina degli Stati Uniti gestisca un programma volto all’addestramento di delfini per coadiuvare le operazioni di rilevamento delle mine. Si chiama “Marine Mammal Program” (Programma per i Mammiferi Marini) e rientra nelle competenze del Dipartimento di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (Isr) del Naval Information Warfare Center Pacific. Gli animali in dotazione al dipartimento non sono “delfini kamikaze”, in quanto non sacrificano la propria vita per far detonare le mine; il loro compito è, piuttosto, esclusivamente quello di individuarle. Il programma della Us Navy che impiega questi mammiferi acquatici è attivo dal 1959 ed è incentrato sull’addestramento di tursiopi e leoni marini della California per individuare e recuperare oggetti sott’acqua. Secondo la pagina web del Marine Mammal Program, i delfini “possiedono il sonar più sofisticato noto alla scienza” e i droni sottomarini “non sono all’altezza di questi animali”. Gli Stati Uniti, tuttavia, non sono i soli a impiegare questi animali a fini militari: la Russia li ha utilizzati per sorvegliare i porti mentre, per quanto riguarda l’Iran, è probabile che i delfini acquisiti prima del 2000 siano ormai troppo anziani per essere impiegati oggi e non vi è alcuna indicazione che l’Iran disponga di un programma attivo in tal senso. Allo stesso tempo, questi mammiferi non verrebbero comunque sia impiegati in contesti di combattimento attivo, come quello attualmente in atto nello Stretto di Hormuz. Durante una missione di rilevamento, ad esempio, il delfino viaggia solitamente a bordo di una piccola imbarcazione insieme a 2 o 3 addestratori. Secondo il Naval Undersea Museum, per segnalare l’avvenuto ritrovamento di qualcosa, l’animale tocca una paletta situata a prua dell’imbarcazione; tocca invece una paletta a poppa per indicare di non aver trovato nulla. I delfini rilasciano delle “boe di segnalazione” in prossimità delle mine che hanno individuato, per aiutare i sommozzatori umani a localizzarle e disinnescarle. Durante la guerra del Vietnam, la Marina addestrò tali mammiferi per individuare nuotatori e sommozzatori che tentavano di accedere alle strutture militari. I mammiferi svolsero inoltre un “ruolo chiave” nell’individuazione e nella bonifica di mine navali nel porto di Umm Qasr durante la guerra in Iraq nel 2003.
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