Psg in finale di Champions con lo stratagemma di Luis Enrique sul rinvio del portiere che sembra un errore
Se non puoi saltare un ostacolo, aggiralo. Se hai un problema a destra, spostati a sinistra.
Quello che ha fatto Luis Enrique all’Allianz Arena: ma il modo in cui il tecnico del Paris Saint German lo ha ideato, pensato e realizzato è sbalorditivo. Il portiere che lancia direttamente fuori. Giocatore goffo? Errori in sequenza? Serata storta? No, non è come sembra.
Lo faceva di proposito.

L’obiettivo era lui: Michael Olise. Quello che all’andata al Parco dei Principi aveva creato il panico sulla sua fascia. In quello spettacolare e folle 5-4 c’era molto talento del francesino del Bayern. Contenerlo non è facile, Nuno Mendes a Parigi è diventato matto e non è mai riuscito a fermarlo. Serve altro. Ed è ecco il genio.

Lo stratagemma pensato da Luis Enrique è semplice: se il pallone non andrà da Olise, Olise non andrà verso il pallone. o se andrà nella sua zona, ci vadano tutti i giocatori in campo.
Così ha chiesto a Safanov, il suo portiere di calciare deliberatamente fuori il pallone, sulla sua sinistra, la zona dove giocava Olise. Così costringeva l’avversario a una rimessa in campo in una zona ingolfata e permetteva al suo Psg di preparare le marcature, chiudere le linee di passaggio, attaccare le seconde palle, avere superiorità numerica intorno al giocatore che deve ricevere il pallone e recuperare il possesso in zona avanzata.
Olise devastante nell’uno contro uno o a campo aperto, non aveva spazi. Veniva così costretto a ricevere spalle alla porta, vicino alla linea laterale e circondato da avversari, veniva costantemente raddoppiato o addirittura triplicato, senza possibilità di accelerare o puntare l’uomo. Una mossa geniale, che ha funzionato: pochi dribbling, poche azioni pericolose. La fantasia al potere e da un fallo laterale nascono grandi opportunità.




