Nobel per la Medicina Drew Weissman a Torino: dottorato honoris causa per il pioniere dell’mRNA

Al Prof. Drew Weissman, co-vincitore del Premio Nobel per la Medicina 2023 e direttore dell’Istituto per l’Innovazione dell’RNA (Università della Pennsylvania) è stato conferito il titolo di dottore di Ricerca honoris causa in Scienze Biomediche e Oncologia presso l’Università degli Studi di Torino.
La premiazione è avvenuta questa mattina nell’Aula Magna del Rettorato alla presenza della Rettrice, Cristina Prandi, di Enzo Terreno, direttore del dipartimento di Biotecnologie molecolari con la laudario di Andrea Graziani Professore di biochimica e coordinatore del Dottorato di Ricerca in Scienze Biomediche e Oncologia.Il professor Weissman – figura di riferimento mondiale nel campo della medicina e delle biotecnologie – è universalmente riconosciuto per il ruolo rivoluzionario avuto nello sviluppo della tecnologia a RNA messaggero (mRNA). Il contributo ha avuto un impatto straordinario sulla biomedicina e sulla salute globale. Questo riconoscimento è anche un atto “di indirizzo, in cui l’università di Torino afferma il valore della ricerca fondamentale, della perseveranza scientifica, dell’interdisciplinarità, della traduzione responsabile della conoscenza e del rapporto tra scienza e bene comune” ha detto il professor Graziani.Il suo prezioso lavoro rappresenta infatti una traiettoria intellettuale e scientifica che “ha modificato la nostra comprensione dell’interazione tra RNA messaggero e sistema immunitario e ha contribuito alla rapidità senza precedenti con cui furono sviluppati i vaccini durante la pandemia” ha raccontato Graziani.La scienza compie (e continua) a compiere un atto non solo civile ma anche politico ponendosi domande necessarie per indagare i meccanismi molecolari della vita, producendo così risposte concrete alle emergenze planetarie, come nel caso delle pandemie.Il Professor Weissman infatti ha ricevuto, insieme a Katalin Karikó, il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina 2023 per le scoperte riguardanti le modificazioni delle basi nucleosidiche che hanno reso possibile lo sviluppo di vaccini a mRNA efficaci contro il COVID-19.Ma questo sviluppo ha bisogno di un implemento a livello globale perché l’accesso ai vaccini, durante la pandemia, è stato profondamente diseguale
.“Molti Paesi a basso e medio reddito – ha affermato il professor Weissman – hanno ricevuto vaccini a mRNA efficaci con uno o due anni di ritardo rispetto ai Paesi ad alto reddito. Il risultato è stato una chiara dimostrazione di iniquità globale: i Paesi con il maggiore bisogno non hanno necessariamente ricevuto gli strumenti. Per questa ragione, l’obiettivo non può essere soltanto esportare prodottifiniti da un piccolo numero di Paesi ricchi. L’obiettivo deve essere costruire nei Paesi a basso e medio reddito stessi la capacità di sviluppare vaccini e terapie a RNA”. La tecnologia RNA rappresenta dunque un grande e fondamentale salto scientifico “ma non può essere solo curativo, deve diventare anche preventivo. E per far ciò, la comunità scientifica deve maggiormente essere appoggiata anche dalla politica e dalla società civile” ha raccontato a margine Stefano Rivella, professore di Pediatria al Children Hospital di Philadelphia, tra i massimi esperti internazionali di terapia genica che lavora con il professor Weissman.
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