Molise

Prezzo del latte, Coldiretti Molise contesta l’accordo in Regione Lombardia | isNews

L’organizzazione chiede trasparenza e rispetto delle norme nei contratti agricoli


CAMPOBASSO. “Non bastavano l’alluvione e le conseguenti frane a destare preoccupazione per il futuro delle aziende zootecniche molisane, dovevamo aspettarci anche una scelta unilaterale di diminuzione del prezzo del latte”. È quanto denuncia Coldiretti Molise in relazione a quanto sta accadendo nel comparto caseario molisano.

“Diversi allevatori iscritti alla nostra associazione – riferisce il Presidente Coldiretti Molise, Claudio Papa – hanno espresso forti preoccupazioni di fronte al contenuto del ‘comunicato’ che un’industria casearia operante in Molise ha fatto circolare in questi ultimi giorni, relativamente ad una riduzione del prezzo del latte alla stalla”.

La nota di cui trattasi fa riferimento al “…bollettino ‘Latte alla Stalla’ nonché all’accordo recentemente raggiunto dal il Ministero dell’Agricoltura con le principali associazioni di categoria…”, ma non dice che quell’accordo fa riferimento agli allevamenti presenti in Lombardia!

Ancora una volta le problematiche di mercato vengono addossate, nell’ambito fella filiera, solo a scapito degli allevatori che vedono sempre più ridursi il già esiguo margine di guadagno del loro lavoro, già fortemente eroso dall’incremento dei prezzi delle materie prime e di quelle accessorie. Non solo, l’azienda in questione fa riferimento a un accordo territoriale che per nessun motivo può essere preso a modello nella nostra realtà territoriale, in quanto storicamente il latte prodotto al Nord, nello specifico in Lombardia, è sempre stato quotato a prezzi più bassi rispetto alle altre regioni del centro- meridione,  per tutta una serie di ragioni a partire dai  trasporti indubbiamente più onerosi e disagevoli da noi a causa della viabilità, nonché per la ubicazione molto più distante dalle aziende di approvvigionamento delle materie prime (foraggi, mangimi, pezzi di ricambio per mezzi agricoli, ecc.), ma anche perché in quelle aree del Nord Italia le produzioni dei caseifici riescono a trovare sbocchi commerciali molto più vicini e molto più ampi in termini di consumo finale, ottenendo discreti margini di riduzione di costi.

Del resto, i caseifici locali, dovrebbero approvvigionarsi di latte proveniente da territori del nord Italia o, addirittura, dall’estero non potendo più fregiarsi di produzione Made in Molise incrementando fortemente il costo di acquisto a causa dei costi di trasporto che oggi giorno sono particolarmente alti e in alcuni casi insostenibili. Pertanto nelle regioni centro-meridionali il prezzo del latte dovrebbe di sicuro essere più alto di quello lombardo, al netto delle premialità; addirittura lo stesso prezzo del latte dovrebbe contenere una doppia premialità aggiuntiva corrispondente al beneficio connesso alla riduzione del costo di trasporto. Questo è in qualche modo ciò che è già accaduto in Puglia dove recentemente è stato chiuso un contratto tra produttori e trasformatori di latte, alla presenza della Regione, per un valore pari a € 0,51 cent/litro, ovvero 0,04 € in più rispetto all’accordo a cui si fa riferimento nella nota.

Quale associazione di categoria, Coldiretti vuole evidenziare ancora una volta come non si possa parlare di “collaborazione”, come viene detto nel comunicato, in quanto ai sensi  del  Decreto Legislativo n. 198 dell’8 novembre 2021 relativo alle pratiche sleali, e fortemente voluto dalla Coldiretti, nei rapporti tra imprese della filiera agricola e alimentare, vige l’obbligo del contratto scritto stipulato prima della consegna dei prodotti, indicando la durata, la quantità, le caratteristiche del prodotto, il prezzo, la modalità e i tempi di consegna e la modalità di pagamento. Pertanto la collaborazione tanto enfatizzata ed accentuata può e deve considerarsi solo in un una direzione, ovvero da parte dell’allevatore.

A fronte di quanto espresso, Coldiretti Molise in una specifica nota inviata all’Assessore all’Agricoltura, Salvatore Micone, chiede subito una data per un confronto con gli industriali della trasformazione ribadendo che l’accordo raggiunto al Masaf, che ha fissato in 47 centesimi al litro il prezzo di riferimento per il latte crudo alla stalla, con riferimento ai prezzi del Nord Italia, non è assolutamente applicabile alla nostra realtà molisana. Va altresì considerato un differenziale territoriale, tenendo conto delle specificità produttive, logistiche e commerciali del territorio.

“Difendere il latte del Molise – conclude Papa – significa difendere reddito, lavoro, qualità e presidio del territorio. È impensabile dover continuare a pretendere dalle risorse agricole, CSR in primis, senza restituire nulla all’agricoltura”. 


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