Barbara Berlusconi contraria all’uso dei social ai minori: “Papà ci selezionava cosa vedere in tv”
Contraria all’uso dei social network ai minori di 16 anni. “Vietarli non significa isolare i vostri figli”, sostiene Barbara Berlusconi, terzogenita del Cavaliere scomparso il 12 giugno 2023. Madre di 5 figli, con la sua Fondazione si occupa del delicato tema dell’educazione dei giovani. E l’uso degli smartphone e social è per lei una priorità.
In un’intervista al quotidiano Il Giornale, Barbara Berlusconi racconta anche la sua adolescenza e i rapporti con i media. “Sono un’appassionata di cinema e i film li ho sempre visti, anche in tv. Ma i miei genitori facevano una selezione di ciò che potevamo vedere e di questo sono loro grata. Il televisore non rimaneva acceso tutto il giorno”, ricorda. Dettaglio particolare, in una famiglia proprietaria di un gruppo televisivo come Mediaset. Per questo ci tiene a specificare: “Non è lo strumento tecnologico ad essere sotto accusa, è come lo si utilizza. Se l’uso è sregolato non va bene: il problema della relazione degli adolescenti con i social sta qui. Sono sempre connessi e i social sono programmati con un’altissima capacità di catturare la loro attenzione. È molto rischioso e anche controproducente lasciare soli i ragazzini. L’utilizzo a tempo dei social sotto un controllo adulto è l’unica strada”, osserva. Oggi “due genitori su tre si sentono disorientati e chiedono aiuto. Il desiderio di analizzare la dipendenza fra adolescenti e social ha l’obiettivo di porsi domande che possano poi costruire risposte convincenti, per aiutare chi è in difficoltà”, dice.
I tempi sono cambiati e, dalla tv, ora l’attenzione dei più giovani è rivolta ai social network. Alla base c’è l’educazione e Barbara Berlusconi spiega: “Mi sono laureata in Filosofia morale: sono argomenti che mi porto dietro fin da quando ero ragazza. Oggi li affronto con maggiore esperienza, anche da madre, ma questi nodi educativi li ho vissuti anch’io: ho studiato alla scuola steineriana, dove la tecnologia era bandita e suggerisce un’introduzione graduale”.
Source link




