dedicata ai bambini residenti sul territorio

Un ponte tra cultura, identità e integrazione la una nuova scuola di lingua albanese inaugurata a Francvailla al Mare.
Dedicata ai bambini della comunità albanese residente sul territorio, l’iniziativa è promossa da Suada Karagjozi, avvocatessa originaria di Durazzo e residente in Italia da quasi trent’anni. Da sempre impegnata nella tutela e valorizzazione delle radici culturali, Karagjozi ha dato vita a questa scuola con l’obiettivo di trasmettere la lingua e l’identità albanese alle nuove generazioni nate e cresciute in Italia.
Presenti alla cerimonia di inaugurazione la sindaca di Francavilla al Mare Luisa Russo, Anila Bitri ambasciatrice della Repubblica d’Albania in Italia, Nita Shala ambasciatrice della Repubblica del Kosovo in Italia, Silvana Dogani direttrice delle scuole albanesi d’Abruzzo “Radici e Ali”, Nicolino Di Quinzio presidente dell’associazione culturale Senso Civico che ospiterà i corsi nella sede di Viale Nettuno 107, a partire dal prossimo 3 ottobre.
“Un progetto che racconta una storia lunga, fatta di integrazione, di radici custodite e di futuro condiviso. È stata un’emozione straordinaria vedere una partecipazione così ampia e sentita da parte della comunità albanese di Francavilla al Mare: cittadini perfettamente integrati nel nostro tessuto sociale, ma sempre legati alla propria identità e alle proprie origini. Negli anni ’90 – ricorda la sidnaca Russo – l’arrivo di tanti cittadini albanesi è stato spesso accompagnato da pregiudizi e difficoltà. Oggi possiamo raccontare una storia diversa: una comunità che ha saputo costruire un percorso di integrazione autentica, diventando parte viva e attiva della nostra città. E mentre in molte parti del mondo si continua a costruire muri, alimentando divisioni e conflitti, a Francavilla scegliamo ogni giorno di abbatterli, costruendo ponti fatti di dialogo e rispetto”.
La nuova scuola rappresenta sì un luogo di apprendimento linguistico, ma anche e soprattutto un vero e proprio presidio culturale che mira a preservare il patrimonio identitario, favorendo al contempo il dialogo interculturale e il rispetto reciproco.
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