Catanzaro, ultimo test prima dei playoff
Una vecchia rivale per l’ultimo test prima dei playoff. Il Bari al “Ceravolo” è un avversario da non mancare anche se la sfida di venerdì sera significa tutto per i pugliesi, poco o niente per i giallorossi. Però il gusto per le prospettive capovolte rispetto a qualche anno fa c’è tutto e ormai non è più una novità: il club del presidente Noto è un esempio di gestione e risultati, di scelte fatte bene, di progettualità che viene difesa nelle difficoltà e alla lunga premia; quello dei De Laurentiis è l’emblema di ambizioni tradite e decisioni sbagliate (tecniche e manageriali) ripetute nel tempo.
Non a caso per il terzo torneo di fila le Aquile guardano i Galletti dall’alto in basso. Difficile immaginarlo quattro anni fa, quando il Bari lasciava la Serie C vincendo il campionato proprio sul Catanzaro.
Ma dopo una A sfiorata la magia ha lasciato il “San Nicola” e il fatto che poi se ne siano andati anche gli uomini della risalita ha completato una specie di affossamento. Chissà quanto si è pentito De Laurentiis di aver lasciato andare via il ds Polito per soffiare al Catanzaro Magalini, esonerato qualche mese fa dopo aver preso e cacciato Fabio Caserta ed essere costretto anche a richiamare in biancorosso Vivarini (col quale in Calabria la convivenza era quantomeno forzata).
Di sicuro non si sono pentiti i giallorossi di aver preso dal Bari proprio Polito, che ha allestito due squadre (l’anno scorso e adesso) capaci di rilanciare e confermare un progetto che sembrava doversi sgonfiare dopo l’addio di Vivarini. Polito è qui che pensa ai playoff con la possibilità di aumentare i guai del suo vecchio datore di lavoro, a sua volta sempre inviso alla piazza e con la possibilità concreta di sostenere il secondo playout per non retrocedere in tre stagioni.
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