Emilia Romagna

Per noi è un diritto, ora è il tempo degli investimenti


Difesa della sanità pubblica come pilastro costituzionale contro il rischio di una deriva verso la privatizzazione. Questo il cuore del messaggio lanciato sabato scorso da Massimo Isola, che ha presentato la propria visione politica in tema di sanità. Accompagnato dai candidati Marco Bianchedi (“Faenza Cresce”), Daniele Morini (Pd) e Marco Neri (Movimento 5 Stelle), Isola ha ribadito come la salute non debba essere vista come un problema, bensì come una priorità assoluta.

“Troppo spesso la sanità viene raccontata come un problema – ha dichiarato Isola- per noi è una priorità assoluta. La presenza di medici, infermieri e operatori sociosanitari tra i nostri candidati non è casuale. Sono la garanzia di un impegno concreto, non solo a parole”. Il sindaco uscente ha poi annunciato “alcuni percorsi e scelte estremamente positive che, in accordo con l’Ausl Romagna, miglioreranno ulteriormente la risposta ai bisogni sanitari dei faentini e del territorio, tra cui i 7,5 milioni di euro tra Pnrr e fondi regionali che consentiranno di completare per la nuova Casa della Comunità, il nuovo “cuore” della sanità territoriale”.

“Di fondamentale importanza, inoltre, sarà il potenziamento dell’ospedale – ha aggiunto Isola -. Finito il tempo dei ridimensionamenti, sta partendo una stagione di sviluppo che vedrà l’aumento delle attività chirurgiche programmabili e la valorizzazione delle specialità già presenti”. Un terzo asse strategico, ha rimarcato, “riguarderà l’organizzazione interna con il completamento degli interventi strutturali a partire dall’area geriatrica e l’incremento dei posti letto stimato fino a circa un terzo in più rispetto alla situazione attuale”.

“Particolare attenzione – ha aggiunto – sarà dedicata all’integrazione ospedale-territorio. Uno dei
cambiamenti più rilevanti riguarderà i processi di facilitazione per i pazienti con percorsi terapeutici organizzati direttamente dall’ospedale, con una maggior cura nella gestione del periodo post-dimissioni, maggiore integrazione con i medici di medicina generale, il potenziamento dell’assistenza domiciliare, l’introduzione dell’infermiere di famiglia e di comunità per una presa in carico globale del paziente e del nucleo familiare”.

Infine, ha concluso, “i lavorerà su percorsi facilitati per pazienti anziani fragili all’interno del Pronto Soccorso e sull’attivazione di corsie preferenziali di integrazione con i reparti ospedalieri e servizi sul territorio. Cinque anni fa si parlava di tagli, oggi parliamo di investimenti e prevenzione. Portiamo la sanità tra la gente con iniziative come “Ospedale in piazza”. I cittadini devono sapere che la scelta del modello sanitario non è neutra e noi abbiamo scelto da che parte stare”.


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