Siccità in Alto Adige, “questa pioggia non basta”
Qualche rovescio in corso, qualche temporale in arrivo, ma i numeri raccontano una realtà più dura: l’Alto Adige resta in deficit idrico e la pioggia di questi giorni non è sufficiente a cambiare il quadro. A confermarlo è anche il meteorologo provinciale Dieter Peterlin su X: “Nelle ultime ore le precipitazioni sono state diffuse ma molto deboli, con accumuli fino a 3 millimetri tra Oltradige e Bassa Atesina. Nelle prossime ore è attesa un’intensificazione, anche con temporali, ma non basta. Bene contro la siccità, ma non abbastanza bene. Ci vorrebbe molto di più”.

I dati spiegano perché. Da novembre 2025 ad oggi in Alto Adige è caduto tra il 30% e il 50% di pioggia e neve in meno rispetto alla media pluriennale. Aprile ha aggravato ulteriormente la situazione: in molte aree le precipitazioni sono risultate inferiori fino al 50–75% rispetto alla norma, con temperature circa 3 gradi sopra la media . Anche a livello locale il segnale è evidente. A Bolzano, dall’inizio dell’anno, si registra un deficit di precipitazioni di 41,9 millimetri e una temperatura media superiore di 1,6 gradi rispetto ai valori climatici. Un doppio squilibrio che riduce le riserve e accelera l’evaporazione.
Nodo critico anche per la neve: le riserve in quota risultano dimezzate rispetto a un’annata normale. Questo significa meno acqua disponibile nei mesi estivi, quando il contributo dello scioglimento nivale diventa decisivo. Non a caso gli esperti parlano di una situazione paragonabile agli anni di siccità 2022 e 2023. Gli effetti sono già visibili nei corsi d’acqua. Il fiume Adige, osservato speciale del sistema idrico alpino, presenta portate significativamente inferiori alla media: in alcune rilevazioni il deficit arriva fino al 40% rispetto ai valori storici , mentre a Bronzolo si registra un -19% .
Il quadro si inserisce in una tendenza più ampia: il Trentino-Alto Adige è classificato in condizioni di siccità severa o estrema sul lungo periodo (12–24 mesi). Non si tratta quindi di un episodio isolato, ma di una fase prolungata. Il punto, ora, è tutto nelle prossime settimane. Senza precipitazioni abbondanti e soprattutto continue, il sistema idrico rischia di arrivare all’estate con riserve ridotte. Agricoltura, turismo e consumi civili potrebbero trovarsi a fare i conti con una disponibilità limitata proprio nei mesi più critici. Per il momento la pioggia torna, ma resta insufficiente. E i numeri, più delle sensazioni, indicano che la vera partita si giocherà tra maggio e giugno.
✍️ Alan Conti




