Auto contro i pedoni: due morti e 20 feriti. Arrestato un tedesco
Un gesto di follia ha insanguinato Lipsia, non un attentato jihadista. È la versione del ministro dell’Interno della Sassonia, Armin Schuster, che così ha ricostruito quanto accaduto ieri nella Grimmaische Straße, via commerciale nella zona pedonale del centro della città. Intorno alle 16:45, una Volkswagen Taigo è piombata sui passanti. Al termine di una corsa di 500 metri, a terra sono rimasti due morti e altrettanti feriti gravi più otto-venti in varie condizioni, secondo un primo bilancio. La zona è stata immediatamente isolata dalla polizia, che ha circondato la vicina chiesa di San Tommaso.
Il sospetto di un attacco islamista si è, infatti, immediatamente diffuso. Troppe volte, in un tragico copione, i seguaci dell’Islam radicale hanno ucciso in Europa, spesso utilizzando l’auto come arma. Nella Germania del multiculturalismo gli immigrati musulmani che hanno colpito erano anche ben integrati come Fahrad Noori, che a Monaco di Baviera, il 13 febbraio 2025, travolse con una Mini Cooper un corteo del sindacato Ver.di, uccidendo una 37enne algerina e sua figlia di due anni.
Titolare di permesso di soggiorno temporaneo seppur dovesse essere espulso, l’aggressore, giunto in Germania nel 2016 dopo essere transitato dall’Italia, ha ammesso il movente jihadista al processo dov’è imputato di duplice omicidio e 44 tentati omicidi.
Del conducente della Taigo si sa, invece, ancora poco: un tedesco 33enne con problemi mentali, autore di un gesto di follia, secondo la Procura di Lipsia che indaga sul caso.
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