I Litfiba in concerto a Cosenza, tappa del tour “Quarant’anni di 17 Re”
“Quarant’anni di 17 Re” è l’anniversario che celebrano i Litfiba con una tournée che attraversa l’Italia e passa anche da Cosenza con un concerto nell’ambito del Be Alternative Festival
Cosenza come unica data calabrese del tour “Quarant’anni di 17 Re” dei Litfiba. La band fiorentina, nella formazione originaria, si esibirà il 25 luglio nella Rendano arena del centro storico cosentino, in piazza XV Marzo, in occasione del Be Alternative Festival.
Sul palco saliranno Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi, Gianni Maroccolo per celebrare un disco simbolo del rock e della new wave made in Italy. Il tour è composto da venti date nell’imminente estate 2026. L’inizio è previsto per giugno e la conclusione nella metà di agosto.
17 RE E LA TRILOGIA DEL POTERE
17 Re è il numero due della ‘trilogia del potere’ dei Litfiba, dopo Desaparesito e prima della chiusa che spetta a Litfiba 3. Pubblicato per la I.R.A. Records, si avvale della produzione Alberto Pirelli. I L.it.fi.ba, nel loro capitolo fondamentale, sono Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi, Gianni Maroccolo e Ringo De Palma. Quest’ultimo venne sostituito in alcune date del tour da Daniele Trambusti, il quale prenderà il suo posto dopo la sua morte nel 90’.
Pubblicato in doppio vinile, ha quattro tracce per facciata per un totale di sedici. La 17, esclusa, era la title track. Parte del testo del pezzo è stampata sulla parte interna del disco. Il brano era stato scartato perché distante dal filo conduttore dell’album. Ora a distanza di quarant’anni è stato pubblicato lo scorso 24 aprile. Arrangiato e rielaborato alla luce del presente, mantiene la sua forza critica alla politica dei piani alti. Tematiche per niente inusuali alla trilogia del potere e ancora a oggi attuali. Il tutto condito con la potenza del rock e della new wave del gruppo toscano.
I sedici brani erano stati rodati nei live precedenti e poi registrati tra l’estate e l’autunno del 1986. È uno dei primi dischi indipendenti della scena musicale italiana, che si è discostato dal cantautorato e dal pop del periodo. Elementi fondamentali sono infatti la new wave e il post punk che riecheggiano di un respiro musicale oltre i confini nazionali. E non solo dall’Europa.
Dopo svariati progetti del disegno di copertina, Alberto Pirelli sceglie la prima bozza realizzata. Il cuore di Cristo avvolto dalle spine come simbolo, appunto, de I 17 Re. Immagine tra sacro e profano, calcato da una costante critica e denuncia. Come tutti i testi del disco.
TRACCIA PER TRACCIA
E già dal primo pezzo. Resta è ispirato dal disastro di Chernobyl, 26 aprile 1986. La nube è la ‘strana pioggia’ che arriva lontano e lascia poco dietro di se. E difatti si chiude con ‘resta una parte di me, quella più vicina al nulla’. L’amore finito, che muove verso la depressione, è invece protagonista di Re del mio Silenzio. Inquietudine per Caffè Mexcal e Rosita. Atmosfere distorte e dispotiche sono tratteggiate dalle parole, ma anche dalla musica, di Vendette.
Da un’ispirazione sul Pierrot Lunaire di Arnold Schönberg nasce l’onirica Pierrot e La Luna. Sul tema della guerra, e in particolare sull’obbligo della leva, Tango. Qui le fisarmoniche vengono piazzate da Aiazzi, al posto delle tastiere. Sogno, o incubo, dove il narrante si tramuta in un dio vendicativo verso l’umanità. Febbre è ancora una riflessione sulla mestizia causata dai rapporti.
Apapaia si sofferma non solo sul rispetto delle idee. Ma la forza e, al tempo stesso, la maledizione, che deriva dai sogni e dalle aspirazioni. Un viaggio, che sia spirituale o meno, nella propria mente o al di fuori, si compie in Univers. La pochezza umana davanti alla potere si dipana attraverso la figura di Giuda di Sulla Terra. Sulla stessa scia Ballata. Troviamo Icaro come rappresentante dell’apatia che finisce per bruciare per raggiungere l’ebbrezza del vivere.
Ultima facciata del disco doppio. Gli effetti fisici e psicologici delle dipendenze sono inclusi in Gira nel mio cerchio. L’interpretazione delirante segue l’andamento musicale. Follia che prosegue anche in Cane. Il riferimento alla guerra e in particolare all’Oriente è sempre presente nei loro primi pezzi. Oro nero e Ferito ne sono un tipico esempio. Il primo è una provocazione alla violenza causata per il possesso del petrolio.
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