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Graduatorie ATA 24 mesi, chiarimenti operativi per non sbagliare. Il Punto di Bartolo Cozzolino

Nel corso della diretta di Question Time, condotta da Andrea Carlino, Bartolo Cozzolino ha fatto il punto sull’aggiornamento delle graduatorie permanenti del personale ATA, la cosiddetta graduatoria “24 mesi”, alla luce delle indicazioni diffuse dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con la nota del 15 aprile.

In apertura, Cozzolino ha richiamato il calendario fissato dall’amministrazione: “siamo nella fase operativa […] il termine fissato per la chiusura è il 19 maggio”, dopo la pubblicazione dei bandi regionali entro il 21 aprile. La finestra per presentare le domande, ha ricordato, si colloca tra il 28 aprile e il 19 maggio, in continuità con le tempistiche degli anni precedenti.

La nota ministeriale, indirizzata agli Uffici scolastici regionali, ha fornito istruzioni uniformi sia per la pubblicazione dei bandi sia per la gestione delle procedure. Un passaggio che, secondo quanto emerso nel confronto, punta a ridurre le incertezze applicative registrate nelle tornate precedenti.

Certificazione digitale e titoli valutabili

Tra i requisiti di accesso, viene ribadito l’obbligo della CIAD (certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale) per i nuovi inserimenti, con l’eccezione del profilo di collaboratore scolastico, già escluso da questo vincolo nella terza fascia.

Sul fronte dei servizi valutabili, la diretta ha richiamato quanto chiarito dal Ministero: il servizio civile universale, svolto dopo la sospensione della leva obbligatoria, è riconosciuto come servizio prestato alle dipendenze della pubblica amministrazione, con punteggio pari a 0,05 per ogni mese o frazione superiore ai 15 giorni. Restano inoltre validi i servizi svolti nelle autonomie speciali, come le province di Trento e Bolzano e la Valle d’Aosta.

Profili professionali e transizione normativa

Uno dei nodi più discussi riguarda il riconoscimento dei servizi legati ai nuovi profili ATA. Cozzolino ha sottolineato che il Ministero, anche alla luce degli incontri tecnici, ha chiarito la posizione del servizio di operatore scolastico: “tale servizio può essere valutato sul profilo di collaboratore scolastico per l’anno 26-27”. Tuttavia, l’introduzione formale del profilo è stata rinviata al 1° settembre 2027, in base alle modifiche apportate dal decreto PNRR del febbraio 2026.

Diversa la situazione per l’operatore dei servizi agrari, già attivo e ridefinito dal contratto del 18 gennaio 2024 (ex collaboratore agrario). In questo caso, i servizi prestati risultano pienamente valutabili anche ai fini delle graduatorie del collaboratore scolastico, insieme a quelli dell’area assistenti.

Resta invece aperta la questione delle progressioni tra aree, in vista dell’introduzione del nuovo profilo intermedio: un cambiamento che potrebbe incidere sulla mobilità tra le graduatorie nei prossimi aggiornamenti.

Modelli, riserve e criticità ricorrenti

Ampio spazio è stato dedicato agli aspetti procedurali spesso sottovalutati. Tra questi, il modello F — con cui si rinuncia alle supplenze da graduatoria — su cui Cozzolino ha espresso una posizione netta: “consiglio sempre di non flaggare”, evidenziando l’assenza di conseguenze nel mantenere aperta la disponibilità.

Richiamata anche l’importanza del modello H per i benefici previsti dalla legge 104/1992, mentre la nota ministeriale ha confermato la riserva del 15% dei posti per chi ha svolto il servizio civile nazionale o universale.

Un ulteriore chiarimento riguarda la distinzione tra assenze e interruzioni del servizio: le prime includono permessi non retribuiti o assenze ingiustificate, le seconde coincidono con sospensioni disciplinari. Una differenza che incide sulla valutazione del servizio e che, come emerso dalle domande degli aspiranti, continua a generare dubbi applicativi.


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