Puglia

14 arresti fra Strisciuglio e Capriati

Sono 11 le persone arrestate e 3 quelle fermate nell’ambito delle indagini sugli omicidi di Lello Capriati, assassinato a Bari il primo aprile 2024 e di Filippo Scavo, il 43enne ucciso a colpi di arma da fuoco lo scorso 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie, nel nord Barese. Le persone coinvolte sono ritenute esponenti dei clan baresi rivali Strisciuglio e Capriati ai quali sono riconducibili gli ultimi episodi di sangue, avvenuti a Bari e a Bisceglie. L’operazione è stata condotta da carabinieri e polizia coordinati dalla Dda di Bari. Alle 10.30 conferenza stampa in Procura a Bari.

Tra i destinatari delle 14 misure c’è anche Dylan Capriati, di 22 anni, nipote di Lello Capriati assassinato a Bari il primo aprile di due anni fa. Il 22enne è in carcere in stato di fermo per l’omicidio di Filippo Scavo. Con lui altri due uomini sono stati fermati per il delitto Scavo. L’uomo venne ucciso a colpi di pistola sparati tra la gente che affollava il Divine club nella notte di apertura della stagione estiva della discoteca. Nel corso dell’operazione di oggi, che ha portato anche a 11 arresti, sono state eseguite diverse perquisizioni da guardia di finanza, carabinieri e polizia di Stato.

Ci sono anche i giovanissimi dei Capriati tra i 14 arrestati. Il maxiblitz condotto da agenti della Squadra Mobile e carabinieri del comando Bat, e coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari è stata la risposta dello Stato all’omicidio di Filippo Scavo. Delitto che a sua volta sarebbe la vendetta per la morte di Lello Capriati, fratello dello storico capoclan Tonino, ucciso il 1 aprile 2024 a Torre a Mare da 4 colpi di pistola. Tra i 14 fermati questa mattina ci sarebbero infatti i due nipoti di Lello Capriati (uno dei quali è Dylan), nonché cugini e coetanei di Christian e Sabino che intanto sono in carcere. I due omicidi, secondo i pm antimafia, sono collegati e hanno radice comune nel conflitto atavico fra i due clan riaccesosi proprio nel 2024 con le numerose liti, a mano armata, tra i giovani delle due fazioni mafiose. L’omicidio di Lello Capriati, commesso da persone adulte, era arrivato poche ore dopo un tentativo di riappacificazione che, evidentemente, da parte degli Strisciuglio non era stato preso sul serio.

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