La Calabria all’anno zero sull’assistenza mentale. E i casi sono in aumento
Un quadro insufficiente di servizi e di risorse per affrontare una delle tante questioni sanitarie nella regione: le malattie mentali. La Calabria arranca soprattutto in termini di assistenza e di servizi con gli indicatori tutti giù rispetto ai dati nazionali. Lo rende noto il Ministero della Salute nel dossier relativo alle attività rese per il 2024.
Partiamo però dai dati positivi: esistono 3,3 strutture ogni 100mila residenti nella nostra regione mentre la media nazionale è del 2,2. A questo dato va aggiunto che in Calabria si sono registrati maggiori accessi in pronto soccorso rispetto alla media del Paese (14 a 12).
I posti disponibili nelle strutture residenziali sono nettamente inferiori: nonostante nell’ultimo periodo si sia consolidata una maggiore consapevolezza sulla necessità di implementare i servizi di assistenza continua o semicontinua, il dato resta molto al di sotto della media nazionale, così come è tra i più bassi d’Italia il numero del personale sanitario e parasanitario che opera dal Pollino allo Stretto, con un rapporto del 40% ogni 100mila abitanti mentre in Italia il dato si assesta a oltre il 60%.
C’è una forte diversità in tutto il territorio italiano e a tal proposito si segnala, ad esempio, il dato degli utenti psichiatrici in cura presso strutture residenziali che nell’anno di osservazione (2024) sono pari a 29.258 unità, con tassi che vanno da 0,5 per 10.000 abitanti nella regione Calabria a 10,7 nella Liguria. Gli utenti assistiti in strutture passano dallo 0,1 per 10.000 abitanti della Calabria ai 10,7 per 10.000 abitanti del Friuli Venezia Giulia.
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