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“Putin teme un colpo di Stato”: cosa c’è dietro l’allarme che scuote il Cremlino e chi vuole colpirlo

Cosa sta succedendo in Russia? Le intelligence occidentali sostengono che almeno dall’inizio di marzo il Cremlino sia preoccupatissimo dalla fuga di informazioni riservate, dal rischio di complotti e, peggio ancora, dal possibile tentativo di colpo di Stato guidato da Sergei Shoigu. La sicurezza personale di Vladimir Putin sarebbe così stata rafforzata in maniera drastica, con sistemi di sorveglianza installati persino nelle case dei suoi più stretti collaboratori. I timori di un golpe e la recente ondata di assassinii di alti ufficiali militari avrebbero dunque spinto il presidente russo a prendere adeguate contromisure.

“Il Cremlino rischia un colpo di Stato”

La Cnn ha scritto che c’è un nome, in particolare, tra i membri dell’élite politica russa che preoccupa Putin: quello di Shoigu, un tempo stretto collaboratore del presidente. L’ex ministro della Difesa, adesso segretario del Consiglio di Sicurezza, “è associato al rischio di un colpo di stato, poiché conserva una notevole influenza all’interno dell’alto comando militare”, si legge in un report diffuso dagli 007 occidentali.

Il documento aggiunge che l’arresto di Ruslan Tsalikov, ex vice di Shoigu, avvenuto il 5 marzo, è considerato “una violazione degli accordi di protezione tacita tra le élite, che indebolisce Shoigu e aumenta la probabilità che egli stesso possa diventare oggetto di un’indagine giudiziaria”.

A proposito di Tsalikov, in una dichiarazione rilasciata a marzo, la commissione investigativa russa ha annunciato il suo arresto con l’accusa di appropriazione indebita, riciclaggio di denaro e corruzione. In ogni caso, tutte queste indiscrezioni non sono accompagnate da prove a sostegno delle accuse contro Shoigu. Non solo: un tentativo di destituire il presidente russo rappresenterebbe un netto ribaltamento di alleanze. È inoltre significativo che i servizi segreti europei, di fatto, stiano avvertendo il Cremlino di un possibile colpo di Stato.

Rafforzata la sicurezza personale di Putin

La sicurezza personale di Putin, come detto, sarebbe stata rafforzata. Cuochi, guardie del corpo e fotografi che lavorano con il presidente avrebbero il divieto di utilizzare i mezzi pubblici. Tutti i visitatori del capo del Cremlino dovrebbero essere sottoposti a due controlli, mentre coloro che lavorano a stretto contatto con il leader russo potrebbero utilizzare solo telefoni cellulari senza accesso a internet.

Il motivo di tutto ciò? Queste misure, spiegano le intelligence occidentali, suggeriscono un crescente malcontento all’interno del Cremlino, che si trova ad affrontare problemi sempre più pressanti sia in patria che all’estero, tra cui difficoltà economiche, crescenti segnali di dissenso e battute d’arresto sul campo di battaglia in Ucraina.

Nel dossier diffuso dalla Cnn ci sono altre informazioni curiose, ovviamente impossibili da confermare o smentire. I funzionari della sicurezza russa avrebbero drasticamente ridotto il numero di luoghi che Putin visita regolarmente. Quest’anno, tra l’altro, non ha ancora visitato alcuna struttura militare, nonostante i viaggi previsti per il 2025.

Per aggirare queste restrizioni, il Cremlino diffonderebbe al pubblico immagini preregistrate del presidente

che, dallo scoppio della guerra in Ucraina, sarebbe anche solito trascorrere diverse settimane in bunker potenziati, spesso a Krasnodar, una regione costiera affacciata sul Mar Nero a diverse ore di distanza da Mosca.


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