Latitante da sei mesi si costituisce presunto boss della ‘ndrangheta
Platì, dopo una fuga durata poco più di sei mesi, si è costituito ai carabinieri il latitante Luigi Marando, di 36 anni. È il figlio boss scomparso nel 2002. Trasferito carcere Reggio Calabria.
PLATÌ – Dopo una fuga durata poco più di sei mesi, si è costituito ai carabinieri il latitante Luigi Marando, di 36 anni. L’uomo si è presentato spontaneamente ai carabinieri della Stazione di Platì, centro situato nel “cuore” dell’Aspromonte.
SI COSTITUISCE IL LATITANTE LUIGI MARANDO
L’uomo, ritenuto affiliato di spicco della ‘ndrina Marando originaria di Platì con ramificazioni in Piemonte e Lombardia, era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Milano a fine ottobre 2025. L’operazione antidroga, coordinata dalla Dda milanese, ha colpito un network attivo su Lombardia, Piemonte e Calabria, con accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina.
Luigi Marando, 36enne nato a Cuorgnè (Torino) ma radicato nel paese calabrese, si è costituito spontaneamente ai Carabinieri.
Marando, noto anche come “Gino”, utilizzava pseudonimi come “Dsquared2” in chat criptate e gestiva traffici nel Nord Italia, tentando rientri a Volpiano nonostante l’obbligo di dimora a Platì.
IL CONTESTO FAMILIARE
Figlio di Pasqualino Marando, storico boss e trafficante internazionale scomparso nel 2002 in un caso di “lupara bianca” legato a faide tra clan aspromontani, Luigi prosegueva l’eredità criminale della famiglia. La ‘ndrina Marando, attiva nel traffico di stupefacenti da eroina negli anni ’80 a cocaina oggi, collabora con gruppi come Papalia, Sergi e albanesi, estendendosi a Roma (San Basilio) e oltre.
Recentemente, operazioni come “Anemone” hanno colpito lo zio Rosario, figura di vertice, confermando i legami con mafia albanese e camorra.
SI COSTITUISCE LATITANTE, TRASFERITO NEL CARCERE DI REGGIO CALABRIA
Dopo il rientro, Marando è stato trasferito nel carcere di Reggio Calabria, a disposizione della giustizia milanese. Le indagini, partite da intercettazioni, svelano un’organizzazione professionale con rotte da Rotterdam e America Latina.
L’episodio rafforza il contrasto alla ‘ndrangheta aspromontana, con Platì epicentro di cosche potenti
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