Puglia

Animali venduti alla fiera di Casamassima, la protesta della LAV

Se da una parte c’è stata la soddisfazione e la gioia per la riuscita della Fiera di Santa Croce, a Casamassima, dall’altra non si arrestano le polemiche per alcuni aspetti poco graditi a chi ama gli animali. Al centro della bufera la decisione dell’Amministrazione comunale di autorizzare la vendita ambulante di piccoli animali, una pratica che la sede locale della LAV (Lega Anti Vivisezione), in una nota, definisce “anacronistica” e priva di rispetto per i più basilari principi di benessere animale.

Nonostante l’esplicito invito inviato dall’associazione nei giorni precedenti l’evento, il Comune ha scelto di non intervenire con un divieto. Secondo la LAV di Bari, vedere esseri viventi esposti e venduti come semplice merce sulle bancarelle rappresenta una visione ormai “superata e in contrasto con la crescente sensibilità dei cittadini verso il rispetto degli esseri viventi. Tali contesti, infatti, non garantiscono condizioni adeguate per la salute e il benessere degli animali, esponendoli a stress, condizioni igienico-sanitarie inadeguate e acquisti impulsivi, spesso responsabili di abbandoni successivi”.

Le criticità: stress, igiene e acquisti impulsivi

L’associazione sottolinea come il contesto fieristico sia strutturalmente inadatto alla detenzione di piccoli animali. Il rumore, il passaggio continuo di persone e le precarie condizioni igienico-sanitarie delle bancarelle espongono gli esemplari a un forte stress. Inoltre, la vendita in fiera favorisce l’acquisto impulsivo, un fenomeno che spesso si traduce in successivi abbandoni o in una gestione domestica inadeguata.

L’appello al Sindaco

La proposta della LAV non si limitava a una semplice ordinanza restrittiva per l’evento, ma mirava a un cambiamento strutturale. L’associazione aveva infatti suggerito al Sindaco Giuseppe Nitti l’adozione di un regolamento comunale per la tutela degli animali, strumento già presente in molti comuni italiani ma ancora assente a Casamassima.

“Consentire ancora oggi la vendita ambulante di animali durante eventi pubblici significa ignorare anni di progressi culturali e normativi in materia di benessere animale – dichiara l’Associazione –. È una scelta che non condividiamo e che chiediamo venga rivista con urgenza.”




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »