Veneto

60ª Stagione concertistica OPV gran finale con Maurizio Baglini, Simone Lonardi e Francesco Omassini il 7 maggio 2026






Giovedì 7 maggio 2026 alle ore 20.45 all’Auditorium Pollini di Padova si terrà il gran finale della 60ª Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e dl Veneto. Per l’occasione, sul palco del Pollini salirà il pianista Maurizio Baglini insieme alla Prima tromba OPV, Simone Lonardi, solisti nel Concerto per pianoforte con accompagnamento di orchestra d’archi e tromba di Shostakovich. Sul podio OPV salirà invece il direttore Francesco Ommassini, Direttore d’orchestra Residente e Segretario Artistico della Fondazione Arena di Verona, che completerà il programma con l’Ouverture tratta dall’opera L’Italiana in Algeri di Rossini, e la Sinfonia n. 4 di Mendelssohn, meglio conosciuta con il titolo “Italiana”.

Mercoledì 6 maggio alle ore 18 presso Palazzo Sambonifacio di Padova, i protagonisti del concertoincontreranno il pubblico in un incontro aperto a tutti, promosso e organizzato dall’Associazione Amici OPV (ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili).

Composta nel 1813 come introduzione al dramma giocoso L’italiana in Algeri, l’Ouverture rappresenta uno degli esempi più brillanti dello stile giovanile di Rossini, già pienamente riconoscibile per energia ritmica, chiarezza formale e spirito teatrale. L’avvio è tra i più celebri dell’intero repertorio rossiniano: un pianissimo misterioso degli archi pizzicati viene improvvisamente interrotto da un forte orchestrale, creando un effetto di sorpresa di ascendenza haydniana, subito caricato di valenza comica. Un gioco di contrasti dinamici che introduce fin da subito il tono ironico e imprevedibile dell’opera.

Scritto nel 1933, il Concerto n. 1 in do minore op. 35 (Titolo originale: Concerto per pianoforte con accompagnamento di orchestra d’archi e tromba) nasce in un momento cruciale della carriera di Shostakovich, precedente alle tensioni con il regime sovietico che segneranno gli anni successivi. L’opera fu concepita inizialmente come concerto per pianoforte e tromba, poi ampliata con l’accompagnamento degli archi, mantenendo però un carattere cameristico e un dialogo serrato tra i due strumenti solisti. Articolato in quattro movimenti, il concerto rivela una scrittura eclettica e ironica. Il pianoforte, spesso trattato in modo percussivo e virtuosistico, si confronta con una tromba dal ruolo insolito: non semplicemente concertante, ma quasi “commentatrice”, con interventi brillanti, parodistici e talvolta sarcastici. Dal punto di vista stilistico, l’opera è un vero collage di riferimenti: si riconoscono echi di Johann Sebastian Bach (soprattutto nel contrappunto), di Ludwig van Beethoven e Franz Liszt (nella scrittura pianistica), accanto a citazioni esplicite e allusioni ironiche, tra cui richiami a musiche popolari e a motivi celebri.

La gioia espressa da Felix Mendelssohn-Bartholdy all’arrivo a Venezia nel 1830 sembra riflettersi nell’energia luminosa dell’Allegro vivace che apre la Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 “Italiana”, il cui primo abbozzo risale proprio al soggiorno italiano. L’opera fu completata a Berlino due anni più tardi, rivista poi nel 1838. Le suggestioni del viaggio italiano non si traducono in descrizione diretta, ma vengono trasfigurate in una scrittura di grande equilibrio. Il primo movimento è attraversato da un impulso ritmico continuo che richiama il carattere del saltarello, antica danza italiana. L’Andante con moto introduce un tema di sobria solennità, la cui origine è stata variamente discussa ma che appare legata a modelli di ascendenza tedesca e corale. Il terzo movimento rivela un raffinato classicismo di matrice mozartiana, mentre il finale (Saltarello. Presto) rappresenta uno degli esiti più originali della partitura: una danza vorticosa di ascendenza popolare che coinvolge progressivamente tutta l’orchestra in un crescendo di energia.

Maurizio Baglini

Pianista visionario, ha un’intensa carriera concertistica internazionale come solista e camerista. Vincitore a 24 anni del World Music Piano Master, si esibisce all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro alla Scala, San Carlo, Salle Gaveau di Parigi, Kennedy Center di Washington ed è ospite di prestigiosi festival, tra cui Roque d’Anthéron, Yokohama Piano Festival, Australian Chamber Music Festival e Benedetti Michelangeli di Bergamo e Brescia. La sua vasta produzione discografica per Decca/Universal comprende musiche di Liszt, Brahms, Schubert, Scarlatti, Mussorgsky, Schumann, del quale ha realizzato un’integrale pianistica, e Live at Amiata Piano Festival series. Fondatore e direttore artistico dell’Amiata Piano Festival, è stato consulente artistico del Teatro Verdi di Pordenone. È il solista dedicatario di Tre Quadri, Concerto per pianoforte e orchestra di Francesco Filidei, eseguito in prima assoluta con l’OSN Rai diretta da Tito Ceccherini trasmesso da Rai Cultura, Rai Radio 3 e Rai5 nel 2020. Nel 2021 Tre Quadri è stato eseguito, in prima mondiale con pubblico al Teatro alla Scala di Milano per il Festival Milano Musica. Nel 2022 ha partecipato come solista all’inaugurazione del Ravenna Festival, diretto da Daniel Harding con la Mahler Chamber Orchestra. È Socio Onorario dell’Associazione Italiana Accordatori e Riparatori di Pianoforti. Suona un grancoda Fazioli e insegna al Conservatorio Statale Claudio Monteverdi, Cremona.

Simone Lonardi

Brillantemente diplomato in Tromba nel 1993 sotto la guida del M° Silvano Damoli, si perfeziona con il M° Gabriele Cassone e con il M° Pier Thibaud presso l’accademia di alto perfezionamento di Saluzzo. Nel 1994 vince l’audizione per l’Orchestra Giovanile Italiana dove ricopre il ruolo di prima Tromba fino al 1996, anno in cui vince la selezione europea per l’Orchestra del mediterraneo. Vincitore di numerose audizioni collabora con importanti orchestre come il Teatro la Fenice, il Teatro alla Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, I Pomeriggi Musicali, Orchestra Toscanini, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona e l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Nel 1999 vince il concorso bandito dall’orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi” diretta dal M° Chailly dove ricopre il ruolo di Prima tromba fino al 2004. Ha al suo attivo registrazioni con Decca, Emi, Deutsche Grammophon e BMG. Si è inoltre esibito come solista con numerose orchestre e ha potuto collaborare con importanti direttori quali Muti, Giulini, Sinopoli, Abbado, Chailly, Temirkanov. Dal 2009 è Prima tromba solista dell’orchestra di Padova e del Veneto.

Francesco Ommassini

Nato a Venezia, dopo essersi perfezionato nelle maggiori accademie internazionali (Hochschule di Vienna, Accademia Chigiana di Siena, Scuola di Musica di Fiesole) ha ricoperto il ruolo di primo violino dei secondi presso l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona. L’essere parte di uno dei più importanti teatri lirici al mondo e il contatto e la collaborazione con i maggiori direttori del nostro tempo, hanno stimolato il desiderio di affrontare lo studio della direzione d’orchestra. Tra questi, l’incontro con Donato Renzetti, con il quale ha studiato diplomandosi presso l’Accademia Musicale Pescarese. Dal 2014 al 2018 è stato Direttore Musicale dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e, dal 2019, è Direttore d’orchestra Residente e Segretario Artistico presso la Fondazione Arena di Verona. Tra le recenti esibizioni e i futuri impegni, ricordiamo i concerti a San Pietroburgo e Mosca con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo per il Festival Rostropovich, il debutto all’Arena di Verona con Aida e Traviata, Il Campiello di Wolf Ferrari al Teatro Carlo Felice di Genova e la finale del Concorso Viotti con l’Orchestra dell’Accademia della Scala. Dal suo debutto nel 2012 al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara con Rigoletto, la sua carriera lo ha portato ad esibirsi sia in campo lirico che sinfonico in importanti teatri e festival: Teatro San Carlo di Napoli per Orfeo ed Euridice di Gluck (con DVD Rai) e Zenobia in Palmira di Paisiello (con CD Bongiovanni live); Teatro la Fenice di Venezia con Il Signor Bruschino; Teatro Regio di Torino con Don Checco di De Giosa; Teatro Lirico di Cagliari con La Pietra del Paragone, Don Pasquale e Il segreto di Susanna, Teatro Filarmonico di Verona con La Sonnambula, Il Viaggio a Reims, Madama Butterfly, Rigoletto, Così fan tutte, Le Nozze di Figaro, La Gioconda; OperaLombardia con La scala di Seta e La Gioconda; La Traviata al Seul Arts Center.

Biglietti

Intero 25 euro; 22 euro su esibizione di OPV Card; 19 euro iscritti all’Associazione Amici OPV; Ridotto 10 euro (Under 35).

I biglietti per i concerti saranno acquistabili online su Vivaticket.it (+ dir. prevendita), presso i punti vendita Vivaticket e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto a partire dalle 20.

Prove generali

La prova generale del concerto è prevista giovedì 7 maggio alle ore 10.30 all’Auditorium Pollini di Padova. Biglietto Intero 10 euro; Ridotto 8 euro (OPV Card, Amici OPV); 5 euro Ridotto giovani (Under 35, Studenti Conservatorio “Pollini” e UNIPD).

Programma

Giovedì 7 maggio 2026, ore 20.45
Padova, Auditorium Pollini
Orchestra di Padova e del Veneto

  • Francesco Ommassini, direttore
  • Maurizio Baglini, pianoforte
  • Simone Lonardi, tromba

Gioachino Rossini
L’Italiana in Algeri, Ouverture

Dmitrij Shostakovich
Concerto per pianoforte con accompagnamento di orchestra d’archi e tromba

Felix Mendelssohn-Bartholdy
Sinfonia n. 4 “Italiana”

Info web

https://www.opvorchestra.it/calendario/2026/05/07/2292/

Foto articolo da comunicato stampa




























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