Incendiato L’Angolino a Terni, serrande abbassate ma voglia di ricominciare: «Più sicurezza»

di Maria Giulia Pensosi
È passata quasi una settimana dall’incendio a L’Angolino, la piccola gastronomia in pieno centro a Terni tra via Petroni e via Fratini. Una settimana che per il locale ha significato serrande abbassate, nessun guadagno e lavoratori a casa. La conta dei danni è ingente, ma ciò che più ferisce è il vile gesto che ha colpito un’attività tirata su da giovani, per i giovani; da ternani per Terni.
Uno dei proprietari del locale, il 23enne Mattia Rota, a Umbria24 spiega che le indagini sono ancora in corso. Su queste, massimo riserbo. Mattia nella notte tra lunedì e martedì è stato svegliato dalla chiamata di una cara amica che ha visto le fiamme e ha dato l’allarme quanto prima. Al suo arrivo, ci racconta, già c’erano i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Uno shock. I danni materiali sono diversi, danni che stanno costringendo l’attività a uno stop forzato in un periodo poi “caldo” tra Cantamaggio e ponte del primo maggio. Non solo guadagni mancati, ma un rogo che ha colpito, in senso estensivo, l’anima dell’intera città.
L’attività è gestita interamente da giovanissimi che amano Terni e che hanno deciso, anche controcorrente rispetto al fenomeno della fuga dei giovani, di investire e regalare un punto di ritrovo per ragazzi, dando anche linfa al tessuto economico del centro.
Tanti i messaggi di solidarietà che questi giorni sono arrivati all’indirizzo dei ragazzi che gestiscono la piccola gastronomia con la via che si sta attivando per fare rete e chiedere a gran voce più sicurezza e controlli. Per questo, i proprietari ringraziano la comunità e i commercianti di via Fratini che hanno dimostrato vicinanza e sensibilità.
Lato sicurezza, un primo appello parte proprio da Rota: «In via Petroni non c’è videosorveglianza. Chiediamo al Comune l’installazione di telecamere di sicurezza in zona e chiediamo più controlli delle forze dell’ordine per una città più sicura e vivibile».
Le serrande de L’Angolino comunque rimarranno abbassate per diversi altri giorni, quanti, al momento, è difficile dirlo, ma il locale tornerà a lavorare a pieno ritmo. Anzi, i giovani imprenditori, proprietari anche de La Iena – sempre in via Petroni -, stanno lavorando anche per aprire un terzo locale. Segno di come l’accaduto non abbia scoraggiato i ragazzi che, anzi, continueranno – dicono – «a dare il massimo per questa città che ha bisogno di gente che costruisce, non che distrugge».
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