Marche

Fermo piange “big Luciano” Romanella. «Era autentico, scanzonato e passionale». Aveva 73 anni, è morto nel giorno del suo compleanno

FERMO Guascone, autentico, generoso, immarcabile. Se ne va Luciano Romanella, all’alba del giorno in cui compie 73 primavere. Un protagonista, si può dire ad alta voce. Di Fermo e dello sport. Di una città che perde una figura unica. Il re di Lido, come lo chiamavano in tanti, inconfondibile con la voce tonante e la lunga chioma imbiancata.

La politica

Da diversi anni era fiaccato da un cuore che gli ha dato tanti problemi. Finché le forze glielo hanno permesso, è stato in campo, nella politica locale come alla guida della Federazione pugilistica marchigiana. Lascia la moglie e il figlio Lucio. Le esequie si svolgeranno domani pomeriggio, nella sua Lido, alla chiesa di San Norberto. Ha vissuto tante vite, tutte velocemente, montagne russe tra picchi e cadute, ogni volta rialzandosi, con tenacia.

Da giovane fa una fortuna vendendo enciclopedie: «A 30 anni guadagnavo così tanto che i soldi li pesavo – raccontava di sé in un’intervista radiofonica Poi ho combinato dei casini». Vive vicende giudiziarie, ne esce assolto, ma vuole il riscatto dalla sua gente: questa la molla a spingerlo in politica. E ogni volta, la sua Fermo risponde con centinaia di preferenze. Sulla costa, da Tre Archi a Lido, per Romanella è sempre un plebiscito.

Nel 2006 è il più votato in città ed entra nella giunta Di Ruscio. Dura poco più di due anni, ma è una parentesi intensa. Fa l’assessore allo sport in tempi in cui era poco più di una delega alle “varie ed eventuali”. Da lui in poi, diventerà uno degli assessorati più ambiti. È il primo a capire di poter incidere, in termini di visibilità, organizzazione di eventi, radicamento in città. Nelle legislature successive si candida sindaco con un movimento civico, è ancora consigliere, nel 2020 entra nelle file della Lega, da indipendente. Alla vigilia di quelle elezioni comunali fanno il giro d’Italia e diventano un caso mediatico alcuni vocali privati su whatsapp, tra espressioni colorite e riferimenti alla sua “ciurma di elettori”. Big Luciano incassa i colpi e si rialza, è ancora eletto.

Il cordoglio

Alla notizia della morte, il cordoglio è unanime. «Un appassionato, una persona buona. Posso dire, con il tempo, anche un amico. Mi mancherai», scrive l’assessore regionale ed ex sindaco Paolo Calcinaro. Lo ricordano tutti i 4 candidati sindaci: «Grazie per l’amicizia, forte e vera», dice Alberto Scarfini; «Sapeva capire e interpretare la politica camminando tra le persone, gli ho voluto bene», le parole di Angelica Malvatani. «Non dimenticherò la sua autenticità, lo spirito scanzonato, il suo essere integralmente nazional-popolare» aggiunge Leonardo Tosoni. «Con lui se ne va un pezzo di storia della politica fermana», commenta Saturnino Di Ruscio.




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