Veneto

Tencarola si ferma per l’ultimo saluto a Marco Cossi, ucciso il 19 aprile


Si sono svolti questa mattina, nella chiesa di San Bartolomeo apostolo a Tencarola, i funerali di Marco Cossi, il 47enne ucciso domenica 19 aprile tra via Santi Fabiano e Sebastiano e via Isonzo. Alla cerimonia hanno partecipato familiari, amici, colleghi di lavoro, residenti del quartiere e il sindaco di Selvazzano Dentro, Claudio Piron.

La comunità si è raccolta attorno alla madre Albina, al fratello Stefano e alla sorella Roberta, La vicenda ha profondamente colpito Tencarola, dove Cossi viveva ed era conosciuto da molte persone come il “gigante buono”. Durante l’omelia, il parroco don Luciano Danese ha richiamato i ricordi raccolti in questi giorni tra chi conosceva Marco Cossi. «“Marco, grande e grosso” – ha affermato nell’omelia don Luciano Danese, parroco di Tencarola -: sono state queste le prime parole che ho sentito pronunciare su di lui. A queste, però, se ne sono subito aggiunte altre: “buono, generoso, forse fin troppo, uno che diceva di sì a tutti”».

Al termine della celebrazione ha preso la parola il fratello Stefano Cossi. Nel suo intervento ha ricordato i racconti di amici, colleghi e vicini di casa, sottolineando quanto la partecipazione ricevuta sia stata importante per i familiari.«Parlare di mio fratello Marco, in questa situazione, è la cosa più dolorosa che io abbia mai provato a fare – ha detto  -. Quando perdi un fratello, perdi una parte di te, una voce e una presenza che conoscevi da sempre. Perdi un pezzo della tua storia. In questi giorni ho ascoltato tantissime persone parlare di lui: amici, colleghi di lavoro, vicini di casa, persone del quartiere. Siamo profondamente commossi da tutte le belle cose che avete detto di Marco. Sentire così tante persone raccontarlo con così tanto affetto, con la stessa stima, con la stessa dolcezza, ci ha travolti. Nel momento più brutto della nostra vita abbiamo ricevuto una conferma bellissima: Marco era davvero amato da tanti. Sul luogo dove ci è stato portato via avete lasciato fiori, lumini, fotografie e una scritta semplice: “Ciao Marcone”. Quando l’ho vista ho pianto. Marco oggi non è più con noi, ma tutto il bene che ha lasciato continuerà a vivere».

All’uscita del feretro dalla chiesa, la comunità si è raccolta sul sagrato per l’ultimo saluto. Un applauso ha accompagnato la conclusione della cerimonia, mentre amici e familiari si sono stretti attorno ai parenti.

 


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