Posta in ritardo, scende in campo Kompatscher: «È troppo» – Cronaca
BOLZANO. Posta in ritardo in mezza città. Le proteste non si fermano – il sindaco chiede alla direzione provinciale dell’Azienda un correttivo tempestivo – e Arno Kompatscher tira in ballo la convenzione con Poste italiane da 7 milioni l’anno, rinnovata nel 2023, che scade a dicembre e che rischia di non essere confermata.
«Non firmo nulla senza precise garanzie di recapito puntuale sei giorni su sette – dice il presidente. Questi erano i patti, che però vengono disattesi. Ricordo che nel resto d’Italia la posta viene recapitata tre giorni in settimana: lunedì, mercoledì e venerdì. In Alto Adige la convenzione prevede tra le altre cose la consegna dal lunedì al sabato ma in troppe zone della provincia non sta succedendo. Vista la realtà dei fatti, o si cambia immediatamente registro o sono il primo a non volerla confermare». In consiglio provinciale è in corso una discussione accesa. L’opposizione prima ha protestato per i ritardi poi ha chiesto di impiegare ancora più denari.
«Non è possibile. Non firmo nulla senza precise garanzie di recapito puntuale di tutta la posta, giornali compresi, in tutta la provincia. E garanzia che tutti gli uffici postali restino aperti». In base alla convenzione con le Poste, in conformità con l’accordo di Milano del 2009, la Provincia si è – infatti – impegnata a coprire i costi dei servizi postali e di recapito in Alto Adige per un importo di 3,2 milioni l’anno. Sempre la Provincia finanzia inoltre servizi aggiuntivi e misure di modernizzazione con 7,8 milioni l’anno e le Poste si impegnano a consegnare i giornali ogni giorno, gestire il centro di distribuzione di Bolzano e la manutenzione delle cento cassette postali blu per la posta internazionale.
Il sindaco scrive al direttore: basta disservizi alla cittadinanza
Il sindaco Claudio Corrarati si trova a dover fronteggiare a sua volta le proteste dei cittadini che chiedono spiegazioni.
E nei giorni scorsi ha scritto al direttore provinciale di Poste italiane, Alvaro Leoni, chiedendo un intervento correttivo immediato. «Considerati i continui disservizi nel recapito della posta in città, più volte segnalati dai cittadini, richiedo un intervento tempestivo volto a individuare e risolvere quanto prima le criticità riscontrate, al fine di garantire un servizio regolare ed efficiente alla cittadinanza. Chiedo inoltre – continua il sindaco – di conoscere quali siano le tempistiche previste per il pieno ripristino del servizio».
Le proteste dei cittadini non si fermano: «La posta non arriva»
Le proteste dei cittadini-lettori non si fermano. Mancano portalettere e mancano pure i sostituti col risultato che in vaste aree della città, da giorni, non arriva più posta.
L’ultima: «In via Thuille la posta non arriva da gennaio. Ci è stato detto che il postino si è infortunato. In quattro mesi con sostituto abbiamo avuto solo due consegne». Si è mosso anche Gianni Rossato, consigliere comunale. «Da sempre è attento alle problematiche del quartiere Gries-San Quirino – continua la lettrice – e l’ho contattato. Si sta attivando attraverso le vie istituzionali affinché la voce del Comune venga portata con forza all’attenzione della direzione di Poste Italiane. Vorrei che emergesse anche questa situazione e che i cittadini si stanno muovendo e visto che Poste non agisce chiedono l’aiuto di Qualcuno. Il consigliere mi ha detto che negli ultimi mesi numerosi cittadini stanno segnalando gravi disservizi, spesso caratterizzato da ritardi continui e, in alcuni casi, da una vera e propria assenza della consegna della posta per diversi giorni consecutivi. Una situazione che sta creando forte disagio tra residenti, famiglie, attività economiche e persone anziane che dipendono quotidianamente da un servizio puntuale ed efficiente. La posta rappresenta un servizio essenziale per il cittadino: bollette, comunicazioni sanitarie, documenti ufficiali, avvisi amministrativi e altre comunicazioni importanti non possono subire ritardi o mancate consegne. È quindi necessario – chiude la lettera – che le Poste intervengano rapidamente per ripristinare standard adeguati di efficienza e garantire un servizio regolare».
Longo (Failp Cisal) avverte: «La situazione potrebbe peggiorare»
Antonella Longo, segreteria provinciale Failp Cisal Bolzano, dice che ieri a Bolzano su 115 linee di recapito, 49 erano scoperte.
«E non sono tutte assenze strutturali. Ma assenze per malattia, legge 104, congedi, infortuni ecc». Per la sindacalista la situazione potrebbe peggiorare. «Ad aprile sono in scadenza un serie di contratti a tempo determinato ed a maggio non è prevista – ad oggi – alcuna assunzione straordinaria, sempre tempo determinato».



