In pericolo i boschi dell’Altopiano di Abbasanta, minacciati dai lepidotteri. Allarme anche per oliveti e vigne
Abbasanta
Nel Guilcer disinfestazione con l’elicottero. Problemi anche in altri territori: “Sarà un anno difficile”
I boschi di quercia del comprensorio forestale dell’altopiano di Abbasanta sono in pericolo e nei prossimi giorni partirà una campagna di tutela. L’allarme è stato lanciato tempestivamente dalle unità locali del Corpo forestale, durante l’attività di monitoraggio.
“I boschi dell’Altopiano di Abbasanta sono attaccati contemporaneamente da tre specie di Lepidotteri”, spiega il professor Andrea Lentini, docente del Dipartimento di agraria dell’Università di Sassari. “Si tratta del Tortrix viridana con larve che si nutrono soprattutto delle foglie di roverella; del Lymantria dispar e Malacosoma neustria, le cui larve si nutrono in prevalenza di leccio e, soprattutto, di sughera. Questi attacchi sono ciclici e comportano la defogliazione di interi comprensori forestali”.
“Le piante”, spiega ancora il docente, “completamente defogliate impiegano le riserve energetiche per rigermogliare e sono pertanto più deboli ed esposte ad altre avversità che possono determinare il deperimento della pianta. Inoltre, le sughere nell’anno della defogliazione non producono sughero determinando anche una perdita economica”.
“L’Assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna tutti gli anni, sulla base dei dati di una rete di monitoraggio gestita dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, programma interventi di lotta nelle aree sughericole a rischio di defogliazione. Per combattere le larve dei defogliatori vengono impiegati prodotti microbiologici a base di Bacillus thuringiensis, che sono altamente selettivi e colpiscono solo i lepidotteri defogliatori mentre non hanno nessun effetto negativo sull’uomo e sulla fauna non bersaglio”.
Per condurre i piani di lotta del 2026, la giunta regionale ha decretato il “Riconoscimento dello stato di emergenza fitosanitaria per l’infestazione da lepidotteri defogliatori delle sugherete ” e ha richiesto, tramite il Servizio Tutela della Natura e Risorse Forestali dell’Assessorato dell’Ambiente, l’autorizzazione al Ministero della Salute per la distribuzione del prodotto insetticida con mezzo aereo. La campagna di lotta è gestita dall’Agenzia Agris Sardegna con la collaborazione del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, dell’Agenzia Forestas e del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
La superficie totale interessata dai trattamenti nell’Altopiano di Abbasanta sarà di 2.400 ettari localizzati nell’area compresa tra Ponte Merchis e Tanca Regia. Questa area è stata individuata sulla base dei rilievi delle ovature di Lymantria dispar condotti dal Corpo forestale e di ulteriori sopralluoghi condotti da Agris Sardegna e Università di Sassari.
“Purtroppo”, riprende il professor Lentini, “non è facilmente prevedibile l’infestazione di Malacosoma neustria che depone le uova nelle parti più elevate delle querce e non sono facilmente visibili. Per queste difficoltà è possibile che le aree infestate dell’area di Ghilarza e Abbasanta siano superiori a quelle delimitate per i trattamenti”.
“Nel 2027 si prevede di intervenire in un’area più vasta, mentre nell’altopiano di Abbasanta i prossimi interventi di lotta avranno inizio nei prossimi giorni e avranno come base di atterraggio e rifornimento degli elicotteri l’azienda di Tanca Regia”.
Allarme esteso anche ad altre alberature e colture
Secondo l’agronomo Carlo Poddi, il 2026 si preannuncia particolarmente difficile non solo per i boschi, ma anche per le colture arboree: “Gli olivi sono carichi di fiori ma esposti al rischio di sciroccate improvvise, con temperature elevate che rendono inefficaci anche i trattamenti anticascola. Le viti sono già alle prese con peronospora e oidio, mentre altri insetti, come il Tomicus, stanno avviando gli sfarfallamenti. Siamo di fronte a una recrudescenza generalizzata”.
Il quadro che emerge è quello di una stagione delicata per l’intero comparto agricolo e forestale dell’Oristanese, dove il controllo precoce e il monitoraggio costante restano strumenti fondamentali per contenere la diffusione dei parassiti e limitare i danni agli ecosistemi e alle produzioni.
Venerdì, 1° maggio 2026
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