Airbus, forte calo degli utili nel primo trimestre con riduzione delle consegne
Nessuna cancellazione né richieste di rinvio delle consegne da parte delle compagnie aeree, nonostante la crisi in Medio Oriente stia mettendo sotto pressione il settore del trasporto aereo. A sottolinearlo è il ceo di Airbus, Guillaume Faury, che definisce «dinamico e complesso» l’attuale contesto operativo. «Stiamo monitorando attentamente il potenziale impatto della situazione in rapida evoluzione in Medio Oriente», ha dichiarato durante una call con i giornalisti, osservando che «le compagnie aeree stanno reagendo in modi diversi: alcune cancellano voli, altre rivedono i propri network».
Un quadro difficile, ma non tale da giustificare una revisione degli obiettivi annuali. Airbus conferma infatti il target di 870 consegne entro dicembre, ribadendo che la risposta alla crisi passa attraverso lo sviluppo di una nuova generazione di velivoli più efficienti e a minore consumo di carburante.
Nel frattempo, il primo produttore mondiale di aeromobili ha chiuso un primo trimestre complicato. L’utile operativo rettificato è sceso del 52%, a 300 milioni di euro rispetto ai 624 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre il fatturato è diminuito del 7%, attestandosi a 12,65 miliardi di euro contro i 13,5 miliardi di un anno prima. Il risultato è inferiore alle attese degli analisti, che stimavano in media un utile operativo di 348 milioni su ricavi pari a 12,39 miliardi. In calo anche l’utile netto, sceso del 26% a 586 milioni di euro.A pesare sui conti è stato soprattutto il calo delle consegne, diminuite del 16% a 114 velivoli, contro i 136 del primo trimestre 2025. Oltre a confermare le previsioni per l’intero anno, il gruppo ha ribadito anche l’obiettivo di produzione mensile per la famiglia A320, compreso tra 70 e 75 aeromobili entro la fine del 2027, dopo il ridimensionamento annunciato a febbraio rispetto al precedente target di 75 già all’inizio dello stesso anno. Lo scorso anno Airbus aveva già rivisto al ribasso gli obiettivi di consegna a causa della scoperta di pannelli difettosi nella fusoliera degli A320, che hanno richiesto ulteriori ispezioni e rallentato la produzione.
Le difficoltà proseguono anche nei primi mesi del 2026. Permangono infatti ritardi nelle consegne dei motori da parte di Pratt & Whitney, seppur «in miglioramento», a cui si aggiungono problemi nella produzione dei pannelli degli A320 da parte di un fornitore spagnolo. Disfunzioni che, come ha spiegato il cfo Thomas Toepfer, avranno un impatto anche sui risultati del primo semestre.
Nel dettaglio, nei primi tre mesi dell’anno Airbus ha consegnato 19 A220, 81 aeromobili della famiglia A320, 3 A330 e 11 A350. I ricavi della divisione aeromobili commerciali sono diminuiti dell’11%, a 8,4 miliardi di euro, principalmente a causa del calo delle consegne e del deprezzamento del dollaro. In controtendenza Airbus Defence and Space, i cui ricavi sono cresciuti del 7% su base annua, raggiungendo i 2,8 miliardi di euro, trainati soprattutto dai maggiori volumi nel segmento Air Power.
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