Aquilani nel post partita di Palermo – Catanzaro avverte: «Bella prestazione, ma nei play-off servirà più cattiveria» VIDEO
«Perdere non ci fa piacere assolutamente, quindi è ovvio che noi andiamo via arrabbiati perché perdere non ci piace, a me non mi piace. Possiamo essere soddisfatti perché abbiamo fatto una buona prestazione, ma quando poi fai questo tipo di prestazione devi portare a casa punti». Lo ha affermato il mister del Catanzaro, Alberto Aquilani, nel dopo partita di Palermo – Catanzaro.
«Siamo stati un po’ leggerini – ha evidenziato il mister – in alcune circostanze, sia in fase offensiva perché abbiamo avuto diverse palle goal, sia in fase difensiva perché abbiamo preso due goal evitabili e quindi poi queste disattenzioni ti portano a incidere il risultato. Detto questo, se parliamo della prestazione sono molto soddisfatto perché è una squadra che continua a crescere, è una squadra che è venuta qui, in questo stadio, con questa squadra, a giocare con coraggio e questo mi dà fiducia per il futuro perché poi è stata un po’ la componente chiave per arrivare a giocare questi play-off da quinta in classifica già con due giorni d’anticipo altrimenti sarebbe stata per noi impossibile. Quindi, andiamo via soddisfatti per la prestazione, per tante cose buone, ma arrabbiati perché abbiamo perso e perché potevamo evitare perché poi oggi magari conta poco. Ma se abbiamo la bravura di tornare qui allora dovremmo stare molto più attenti».
In vista dei play-offs, cosa deve ancora migliorare?
«Le cose che abbiamo migliorato sono infinite. Già competere con questa poca differenza che si è vista in campo è un traguardo molto importante, perché noi sulla carta non dovremmo centrare niente con loro e questo per me è già un motivo di orgoglio. Però, visto che parliamo di aspettative più alte, quando poi affronti queste squadre, questi giocatori in questo stadio, bisogna alzare tutto perché quando ci sono le palle dentro l’area nostra bisogna essere un po’ più cattivi perché loro hanno dei giocatori che alla prima occasione poi ti fanno gol».
Pittarello capocannoniere
«Sapete come la penso su di lui, di quello che abbiamo passato, del percorso che abbiamo fatto per arrivare a questo risultato, quindi mi rende contento. Ma perché lui è un ragazzo che si merita questo, è uscito arrabbiato perché voleva fare il terzo goal e quindi questa una mentalità che secondo me lui ha messo dentro in questa stagione, magari come ho detto l’altra settimana, il merito può essere quello di aver lavorato un po’ più sulla testa del ragazzo, più che sulle qualità Io le qualità le ho viste dal primo giorno. Ripeto, sta facendo un buon lavoro come lo stanno facendo
anche gli altri ma ancora siamo in ballo, ancora non è tempo di conclusioni, di giudizi definitivi perché abbiamo un’opportunità: finire questo campionato in un modo importante quindi ce la dobbiamo giocare».
Un occhio ai playoff
«È complicato perché a volte quando finisci il campionato che sei già dentro e non puoi migliorare la classifica rischi che questa situazione ti porta a abbassare un po’ l’attenzione, che magari vai al campo non con quella… anche paura, perché poi hai la paura di non fare le cose. Quindi adesso il mio focus è lì. Oggi ho visto una squadra che, nonostante i tanti cambi, è venuta qui motivata, concentrata. E guai se non fosse così, ripeto. Noi siamo una squadra che, se oggi siamo in questa condizione, crediamo fortemente in quello che proponiamo. Siamo cresciuti tutti individualmente. Sicuramente sono due proposte diverse e noi dobbiamo essere maniacali nella nostra, perché è l’unica arma per competere con queste squadre».
Le condizioni fisiche degli infortunati
«Siamo in valutazione con Pietro Iemello, che l’unico che è un po’ più indietro, però conosciamo tutti la sua voglia, la sua tenacia di recuperare. Non forzeremo nulla finché possa poi precludergli qualcosa di più, però è l’unico che è da valutare. Gli altri sono tutti recuperati».
Gli avversari ai playoff
«Non lo so, dico la verità. Non lo so, vi dico che tanti parlano che magari torniamo qui, magari ci rivediamo. Io me lo auguro, perché vuol dire che abbiamo passato il primo turno e per noi la finale è il primo turno, è la partita più difficile, la partita più insidiosa: quindi dovremmo essere molto bravi con chiunque, con chiunque viene. Dobbiamo essere molto bravi a preparare questa partita perché per noi vale tanto».
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