Gli zatteranti e l’ombra dei legami con Hamas – Il Tempo

«Era già tutto previsto». No, non si tratta della canzone di Riccardo Cocciante, ma della mediocre chiassata inscenata dalla sinistra sul caso (prevedibilissimo, direi scontato) dell’ennesima «missione» della Flotilla.
Serve a poco che Elly Schlein e i suoi cari, rimasti praticamente muti sulle violenze del 25 aprile ai danni della Brigata ebraica, si siano messi a strillare come aquile gridando contro la presunta «pirateria internazionale» di Israele.

I comunicati fiammeggianti di Pd, Avs e soci assumono perfino un aspetto patetico se confrontati con le immagini dei preservativi e della droga sequestrati sulle barchette Pro Pal (il necessario per una festicciola sotto coperta), oppure con i video degli attivisti che fanno la verticale e qualche capriola sui materassini da yoga delle navi israeliane da cui – nel racconto amorevole della sinistra italiana–sarebbero stati «sequestrati».
Ora basta: sarebbe venuto il momento di comportarsi da persone serie. Il mondo è in fiamme, con due guerre in corso, una crisi energetica in atto ed una probabile recessione economica alle porte. Davvero vogliamo perdere tempo con le sceneggiate vittimistiche di chi sapeva perfettamente che la Marina israeliana avrebbe fermato la missione?

Del resto, erano stati ripetutamente avvisati: eventuali aiuti umanitari potevano essere consegnati attraverso i canali ufficiali che erano a disposizione degli «attivisti». Esattamente come l’altra volta, quando la Flotilla rifiutò ben tre opzioni di consegna (inclusa una che prevedeva un ruolo del cardinale Pizzaballa): perché in realtà voleva a tutti i costi l’incidente con Israele.
Semmai la rete internazionale degli zatteranti farebbe bene a rispondere alle domande che Il Tempo oggi torna a porre. Esistono membri della GSF (Global Sumud Flotilla), cioè del network transnazionale di riferimento, a carico dei quali pendono accuse di affiliazione o legami con Hamas. Trovate qui tuttala storia. Ci parlino di questo, e anche di chi finanzia l’operazione. Il resto è commedia.
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