Lazio

per 8 romani su 10 l’economia familiare è in picchiata

Un termometro sociale che segna febbre alta. L’ultima indagine della CGIL Roma e Lazio restituisce l’immagine di una Capitale sempre più in affanno, dove far quadrare i conti non è più questione di organizzazione, ma di rinunce.

Su un campione di 3.255 cittadini intervistati tra il 21 e il 28 aprile 2026, il dato che colpisce è netto: il 77% percepisce un peggioramento significativo della propria situazione economica rispetto a un anno fa.

A schiacciare i bilanci familiari sono soprattutto le spese incomprimibili. Le utenze domestiche – tra luce, gas e acqua – rappresentano la voce più pesante per il 28,2% degli intervistati, seguite a stretto giro dai costi legati alla casa, tra affitti e mutui (26,2%).

Subito dopo arriva il carrello della spesa, che per un cittadino su quattro è ormai diventato un lusso da calibrare con attenzione. Tre voci che, messe insieme, assorbono quasi interamente le entrate per la maggioranza delle famiglie.

Il risultato è una quotidianità fatta di tagli. Oltre la metà dei lavoratori ha già cancellato spese per svago e consumi non essenziali. Ma il dato più preoccupante è un altro: la forbice si stringe anche sui bisogni primari.

C’è chi riduce la qualità e la quantità del cibo e chi rinvia cure mediche per ragioni economiche. A riuscire ancora a sostenere tutte le uscite senza affanno è poco più di un italiano su dieci.

Fonte Cgil Roma e Lazio

Sul fronte della mobilità, la situazione non migliora. L’impennata dei carburanti pesa sui conti di quasi otto cittadini su dieci, ma l’auto resta spesso una scelta obbligata.

Il trasporto pubblico, giudicato inadeguato dalla larga maggioranza degli intervistati, non rappresenta un’alternativa credibile, alimentando un circolo vizioso tra costi elevati e servizi insufficienti.

A questo quadro economico si somma una sfiducia profonda nelle istituzioni. Il giudizio su Governo, Comune e Regione scivola ai minimi, con valutazioni che raccontano una distanza ormai strutturale tra cittadini e politica.

Eppure, dalle difficoltà emergono anche richieste precise. I romani indicano con chiarezza le priorità: alleggerire il peso fiscale su stipendi e pensioni, contenere i prezzi dei beni essenziali e adeguare i salari attraverso il rinnovo dei contratti collettivi.

Una lista di interventi che suona come un appello urgente, mentre la città continua a fare i conti con un costo della vita che corre più veloce dei redditi.

Fonte Cgil Roma e Lazio

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