Ponte sullo Stretto, primo via libera al decreto legge sui Commissari
Il Senato della Repubblica ha approvato con voto di fiducia il decreto commissari che interviene sulla governance del Ponte sullo Stretto
È STATO approvato con voto di fiducia in Senato, mercoledì sera, il decreto commissari che interviene sulla governance delle opere strategiche e sulla procedura per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Ottenuto il via libera al provvedimento con 95 voti favorevoli e 58 contrari, adesso l’esame approderà alla Camera dei Deputati il 5 maggio e la conversione in legge entro giorno 10.
Il primo articolo del testo è quello che interviene sulla mega infrastruttura che insisterà sul territorio dello Stretto, ma il testo passato a Palazzo Madama è differente da quello previsto in un primo momento che immaginava uno o più super commissari da imporre per superare i rilievi della magistratura contabile che aveva bocciato la delibera Cipess sul progetto. Quello maturato nelle scorse settimane e approvato al Senato, infatti, ha scelto di rafforzare il ruolo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e inserirsi in un procedimento più ordinario che non prevede commissari ma dettaglia tutto il percorso procedurale necessario a ottenere il via libera della Corte dei Conti.
Il programma è preciso ed è già in itinere. Prevede: l’aggiornamento del Piano economico e finanziario e la rimodulazione del cronoprogramma dovuta allo slittamento dei tempi; l’acquisizione di nuovi pareri tecnici, come quello del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e quello dell’Autorità di regolazione dei Trasporti; più attenti passaggi istruttori, tra cui un nuovo report Iropi e, soprattutto, la prosecuzione del dialogo con la Commissione Europea, così da poter puntare a una nuova delibera Cipess che diventa di fatto l’atto chiave dell’intero iter. Proprio il mancato rispetto delle direttive europee Habitat e Appalti, infatti, aveva convinto i giudici contabili a non validare la delibera presentata nel 2025.
PONTE SULLO STRETTO, LE OPPOSIZIONI CONTRO IL DECRETO COMMISSARI
Il voto ha incassato forti contestazioni da parte delle opposizioni e il senatore il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo del Pd, nel suo intervento in Aula ha affermato: «Do una notizia all’aula e ai relatori: il Ponte sullo stretto è morto. Lo piangono i cittadini che per mesi, per anni, hanno ascoltato l’idea di un’opera finanziata, di progetti sottomessi, di pareri acquisiti, di pietre posate. Il Ponte non è morto solo per due rilievi fondamentali insuperati, uno dell’Antitrust sugli aiuti di Stato e uno dell’Anac sul fatto che serve una nuova gara. È morto perché all’articolo 1 comma 8 è scritto che i lavori del Ponte inizieranno nella seconda parte della legislatura, non di questa ma della prossima».
Il tutto sembra confermato dal governatore della Calabria, Roberto Occhiuto che ha detto: «Il Ponte sullo Stretto si farà nella prossima legislatura, entro il 2032, col governo Giorgia Meloni».
Intanto, dopo le dimissioni da presidente della Stretto di Messina da parte di Giuseppe Recchi, l’Assemblea ordinaria della società ha confermato Pietro Ciucci amministratore delegato e nominato presidente Maurizio Basile.
La SdM ricorda come Basile abbia «ricoperto posizioni di grande responsabilità», tra cui presidente di CDP Equity Investimenti S.p.A, direttore generale di Gruppo Finanza, Controllo e Partecipazioni di Ferrovie dello Stato, ad e direttore generale di Aeroporti di Roma e di ATAC, nonché presidente e ad dell’Ente Tabacchi Italiani. «Ha inoltre svolto ruoli apicali in ambito industriale e finanziario, maturando una consolidata esperienza nella governance societaria, nella gestione dei processi di ristrutturazione e nello sviluppo strategico di grandi organizzazioni» aggiungono dalla società concessionaria per la mega opera.
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