Garlasco, i pm: «Sempio uccise Chiara per un rifiuto sessuale». Il legale: «Non la frequentava»
Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi la mattina del 13 agosto 2007 a Garlasco «con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». Lo scrivono i pm di Pavia nel nuovo capo di imputazione per l’amico di Marco Poggi, fratello della vittima, convocato per il 6 maggio in procura per rendere interrogatorio.
Andrea Sempio non riesce «a capacitarsi» anche «di questo movente sessuale» e ripete «ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale», dato che lui, poi, «non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare». Così l’avvocata Angela Taccia, che assiste il 38enne col legale Liborio Cataliotti, riporta il pensiero del nuovo indagato nell’inchiesta pavese, aperta da oltre un anno, sul caso di Garlasco, con riferimento all’imputazione che gli è stata notificata ieri con l’invito a comparire per il 6 maggio.
La legale Taccia ha ribadito che, comunque, Sempio resta «tranquillo» anche di fronte alla nuova imputazione dei pm di Pavia. «Ci teniamo comunque a dire, io e il collega Cataliotti – ha chiarito – che è una imputazione comunque elastica e mutevole, perché siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. Ed è ovviamente un’opinione di parte». Quello che «ci ha lasciato abbastanza basiti», ha spiegato, «è il fatto che non solo è stato tolto il concorso, ma quello era abbastanza prevedibile, ma è stata aggiunta pure l’aggravante della crudeltà, che era stata tolta a Stasi. Non si capisce come mai dopo 19 anni, mentre le ferite rimangano quelle inevitabilmente, viene aggiunta quell’aggravante, tecnicamente non lo capiamo». E ancora: «Aspetteremo l’ostensione degli atti, dato che il 415 bis non c’è ancora stato notificato, e valuteremo i passi più opportuni da fare strategicamente, ogni scelta procedurale verrà presa comunque di concerto con l’assistito». Sempio «non ha alcun problema a parlare, ma qualunque cosa lui deciderà di fare sarà sempre su nostro consiglio proprio per seguire al meglio le tecniche e le strategie difensive».
«Dobbiamo aspettare perché finché non abbiamo gli atti non possiamo capire la ratio di questa nuova imputazione, comunque elastica, comunque provvisoria», ha ribadito, chiarendo che «l’unica cosa che apprendiamo è che, a quanto pare, l’assassino è uno». La difesa non ha ancora deciso se Sempio si presenterà il 6 maggio in Procura a Pavia per rispondere: «Non possiamo dire niente, stiamo comunque valutando. Magari decideremo anche là, al momento stesso, vedremo». Il fatto che le indagini non siano state ancora chiuse, e che dunque non c’è ancora stata la discovery degli atti, porta a far ritenere che la difesa sceglierà molto probabilmente di non rispondere.
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