Umbria

Prima edizione del premio San Benedetto: riconoscimento al cardinale Pizzaballa

È il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, il vincitore quest’anno della prima edizione del premio internazionale San Benedetto da Norcia, che sarà consegnato l’11 luglio prossimo nella città umbra. Il premio, organizzato dal Comune di Norcia, è stato presentato in una sede del Senato italiano su iniziativa del senatore Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione dopo il devastante terremoto di dieci anni fa. Il riconoscimento, nel 2026 dedicato al tema urgente della pace e della cooperazione dei popoli, “è uno dei frutti più significativi della nuova storia di Norcia che vuole mandare un forte messaggio di speranza, dialogo e riconciliazione a tutto il mondo lacerato dalle guerre e dall’odio”, come ha detto il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera. Sulla stessa linea il presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, a conferma che su questi grandi valori si possono incontrare forze politiche diverse.

Come Norcia si è risollevata insieme dopo il sisma, così si può continuare a lavorare senza sosta e con sacrificio per una pace duratura. E questa è la ragione fondamentale che ha spinto la commissione, istituita dal Comune, a decidere di premiare il cardinale Pizzaballa, coraggioso testimone del dialogo per curare e “guarire il mondo dalle sue ferite”, come ha scritto lo stesso patriarca di Gerusalemme nella sua lettera pastorale del 25 aprile scorso, dove denuncia l’idolatria della guerra.

Nella commissione sono rappresentate tutte le componenti dell’amministrazione locale (Antonio Duca, Andrea Russo, Giuseppina Perla), esponenti della cultura come lo scrittore Davide Rondoni, lo storico dell’arte Stefano Ugolini, il responsabile dei rapporti con le istituzioni e della comunicazione del Parlamento Europeo in Italia Fabio Di Stefano, e in particolare la Diocesi di Spoleto-Norcia (don Luca Gentili) e l’Abbazia di San Benedetto in Monte (dom Placido Alberti), che ha fatto pervenire un messaggio del Padre Abate Benedict Nivakoff: «Siamo contenti che questa prima edizione del premio venga assegnata al cardinale Pizzaballa. Egli incarna quel lavorare per qualcosa di invisibile di cui i frutti non sono ancora noti, ma che sono gli unici destinati a restare». Francesco Carlini, a nome dell’arcivescovo Renato Boccardo, ha sottolineato «la necessità oggi più che mai di rendere attuale e stabile l’insegnamento dei valori di San Benedetto, alla base delle radici cristiane dell’Europa».

«Un impegno aperto alla cultura dell’incontro, che si realizza in questo disordine mondiale a partire dalla proposta di una identità chiara e riconoscibile», ha detto il presidente della commissione del premio, il giornalista Piero Damosso, che ha spiegato così la motivazione del riconoscimento di quest’anno: «Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei latini, è un coraggioso testimone di pace, di dialogo e di speranza, ancorando il comportamento personale a una identità di pastore cristiano che, con responsabilità e pazienza fiduciosa, guida il popolo che gli è affidato alla presenza e nella sequela del Signore della vita, il Cristo, Figlio del Dio vivente, nella consapevolezza che la Parola di Dio è più forte di ogni restrizione. In virtù di quel patrimonio straordinario di fede e cultura, i popoli europei possono collaborare costruttivamente alla pace e al bene comune e seminare nel mondo, e in particolare nel Medio Oriente, radici durature di amore fraterno e di pace, nella giustizia e nel perdono, per preparare insieme un nuovo futuro».   

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