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Morte avvelenate, il consulente dei medici: segni di intossicazione a fegato e pancreas | isNews

Le parole di Pietrantonio Ricci, dopo l’esame dei vetrini effettuato questo pomeriggio a Bari con i prelievi di campioni di organi di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. L’accertamento sembra confermare l’avvelenamento


CAMPOBASSO. “Ci sono dei segni importanti di interessamento di alcuni organi bersaglio, cioè fegato e pancreas, di origine chiaramente tossica”.

Questa la dichiarazione fatta da Pietrantonio Ricci, professore emerito di Medicina legale dell’Università di Catanzaro e consulente di parte di tre medici indagati per la morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, le due donne di Pietracatella morte avvelenate.

Parole pronunciate al termine dell’accertamento svolto questo pomeriggio al Policlinico di Bari, dove il medico legale Benedetta Pia De Luca ha permesso ai consulenti di parte (dei medici indagati e delle parti offese) di esaminare al microscopio i vetrini con i prelievi fatti nel corso dell’autopsia sui corpi di madre e figlia, effettuata il 31 dicembre scorso, e in successivi esami del 28 gennaio. Accertamento durato circa due ore, al quale hanno partecipato anche gli avvocati Vittorino Facciolla e Paolo Lanese, rispettivamente legali di Gianni e Alice Di Vita e del fratello di Antonella Di Ielsi.

Non sono emersi elementi che contrastano con quella che sembra essere l’ipotesi principale di cui fino adesso si parla – ha aggiunto Pietrantonio Ricci rispondendo alle domande dei giornalisti sull’avvelenamento da ricina – Per quello che posso dire, nell’ambito della prudenza che devo avere in questi casi, mi sembra di poter dire di sì. E questo dal punto di vista della posizione dei medici, evidentemente, non dico che li scagionano, ma riduce di molto il loro ruolo. Dal mio punto di vista certamente non si potevano accorgere della presenza della ricina”.

Su un’eventuale ingestione accidentale della sostanza tossica, ha invece detto il consulente, “mi sembra difficile da concepire”.


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