Come funziona la protezione antifrode di Google Telefono in Italia
Dopo una fase di test in beta, la funzione di protezione antifrode arriva in versione stabile nell’app Google Telefono, ma solo su Pixel 9 e modelli successivi (per ora). Perché questa limitazione? Probabilmente perché è una funzione in parte basata su intelligenza artificiale, tanto che occorre scaricare un modello in locale (Gemini Nano), che però dalla velocità di download sembra molto leggero.
Attenzione a non confondere la protezione antifrode con il filtro anti spam, che è un’altra cosa e ha anche una voce separata nel menu, come visibile più sotto.
Come spiegato anche nella pagina di supporto ufficiale, protezione antifrode funziona in background, quando abilitato, e mira a monitorare le chiamate che potrebbero essere truffe. Pertanto, i contatti presenti in rubrica non verranno mai sottoposti automaticamente a questo filtro delle chiamate.
All’inizio della chiamata, e poi ogni pochi minuti, la funzionalità Protezione antifrode emetterà un segnale acustico per informare i partecipanti che la chiamata è monitorata.
Se, nel corso della conversazione, dovessero essere individuati dei pattern sospetti, verremo avvisati con una notifica, un suono e una vibrazione, che quella in corso potrebbe appunto essere una chiamata con un tentativo di truffa.
Protezione antifrode funziona completamente sul dispositivo e i contenuti delle chiamate non vengono salvati o registrati, a rispetto della privacy di tutti (anche – sigh! – dei potenziali maliviventi). E ovviamente è possibile disattivare in toto questa protezione (spenta per impostazione predefinita), semplicemente premendo sul pulsante relativo nelle impostazioni.
Detto questo, si tratta di una funzione che non è certo infallibile, sia in senso positivo che negativo, quindi occorre sempre fare attenzione quando rispondiamo a chiamate provenienti da numeri sconosciuti, soprattutto quelle che, in un modo o nell’altro, virano sui dati personali.
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