Emilia Romagna

Cosa sappiamo delle violenze sessuali denunciate in ospedale


Era già stato denunciato da una paziente 22enne e trasferito dall’ospedale Maggiore di Bologna a quello di San Giovanni in Persiceto, nella provincia, l’operatore socio-sanitario dell’Ausl di Bologna sospeso con l’accusa di violenza sessuale. Eppure, pochi mesi dopo il primo episodio, nella struttura in cui era arrivato da poco l’uomo, avrebbe commesso nuovi abusi.

Il paramedico indagato è stato sospeso per un anno

L’inchiesta della Procura di Bologna vede indagato un paramedico dell’Ausl di Bologna per il reato di violenza sessuale nei confronti di due giovani pazienti. Il fascicolo è stato aperto dalla sostituto procuratore Francesca Arienti e nei scorsi giorni la Squadra mobile di Bologna ha dato esecuzione alla misura cautelare interdittiva nei confronti dell’uomo, che non potrà esercitare la professione per un anno.

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La denuncia di una paziente: “Mano sulle parti intime”

La vicenda era diventata di dominio pubblico lo scorso marzo dopo la denuncia di una paziente di ventidue anni. La ragazza aveva raccontato che, mentre era allettata in una delle stanze dell’ospedale Maggiore, era stata molestata dal sanitario che si era presentato nella stanza dopo che la paziente aveva premuto il campanello per chiamare un infermiere.

La paziente, assistita dall’avvocato Pier Francesco Uselli, aveva detto che dopo aver “tirato la tenda separandomi dalla vicina di letto e abbassato il letto”, l’uomo le aveva praticato “un massaggio prima sull’addome e poi sempre più giù” per poi “prendermi la mano e appoggiarla sulle sue parti intime” finché “mi sono trovata le sue labbra che sfioravano le mie”. Le urla della ragazza avevano fatto accorrere gli altri infermieri. 

L’uomo, dal canto suo, ha invece sempre sostenuto che si trovava fuori dalla stanza al momento dell’episodio.

Il secondo episodio pochi mesi dopo il trasferimento

Dopo la prima denuncia, l’azienda sanitaria bolognese aveva comunicato di aver comandato dei giorni di ferie al paramedico. Secondo quanto si apprende, successivamente ha deciso di trasferirlo nella struttura ospedaliera di San Giovanni in Persiceto dove, pochi mesi dopo il suo arrivo, è stato nuovamente denunciato per violenza sessuale, mentre l’indagine a suo carico stava proseguendo.

A segnalare alle forze dell’ordine il secondo episodio è stata la famiglia di un’altra giovane paziente ricoverata in una condizione di particolare fragilità clinica. Anche questa seconda ragazza avrebbe riferito di aver subito le molestie secondo la stessa modalità, con contatti fisici non consensuali né previsti dalla mansione dell’operatore socio-sanitario. Lo scorso marzo, entrambe le vittime sono state sentite durante l’incidente probatorio per cristallizzare la loro testimonianza a indagini ancora in corso.

L’Ausl: “Fatti incompatibili con ruolo e principi”

L’Ausl ha commentato: “In merito alle notizie riguardanti l’accusa ad un operatore socio-sanitario di molestie sessuali ai danni di due pazienti, l’Azienda USL di Bologna esprime la massima vicinanza e solidarietà alle persone coinvolte. L’Azienda ribadisce di aver agito fin da subito a seguito della prima segnalazione, attivando le verifiche interne e garantendo la piena collaborazione con l’Autorità giudiziaria in tutte le fasi del procedimento.

Se confermati, i fatti contestati sarebbero di una gravità assoluta e inaccettabile, incompatibili con il ruolo svolto e con i principi fondamentali del servizio sanitario pubblico. Proprio per questo, l’Azienda sottolinea con fermezza che comportamenti di questa natura comportano conseguenze altrettanto gravi e irrevocabili sul piano professionale”. 

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