Emilia Romagna

Controlli deboli nei centri di accoglienza. Ravenna tra le grandi zone cieche


I migranti accolti a fine 2024 nel sistema pubblico italiano sono stati 134.549, ovvero lo 0,23% della popolazione residente: non esiste, dunque, una “invasione”; quella che vediamo è invece una “emergenza programmata” dal governo alla quale si sommerebbero scarsi controlli in alcune prefetture definite “zone cieche”, come quella di Ravenna. Lo afferma, dati alla mano, la ong Actionaid, che, in un rapporto ricostruisce con Openpolis quanto accade nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria), ce nei Sai (Sistema accoglienza e integrazione degli enti locali). La notizia è riportata dall’Agi.

“Il sistema di accoglienza italiano – spiega la ong, che ha ottenuto dati inediti con oltre 70 procedure di richiesta a ministeri e prefetture – riproduce un’emergenza interna costante, voluta dalle scelte pubbliche: grandi centri e sovraffollamento, crescita dei gestori profit, servizi per l’integrazione ridotti, aumento elevato della prima accoglienza, diminuzione dei controlli delle prefetture e mancata protezione dei minori soli”. Tra il 2021 e il 2024 la capienza della prima accoglienza sale da 3.460 a 6.357 posti (+83,7%), e gli hotspot passano da 3 a 11 strutture.

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“L’opacità è parte dell’approccio del governo, che rende meno visibili le conseguenze delle scelte amministrative sulla vita delle persone”, spiega Fabrizio Coresi, esperto Migrazioni ActionAid. Il sistema tende a ridurre al minimo i percorsi di integrazione. Nel 2024 i Cas ospitano 96.738 persone, pari al 71,9% del totale. Il Sai, diventato ormai “residuale”, si ferma al 24,7% e la prima accoglienza al 3,4%. “Non programmare – afferma il rapporto – equivale a predisporre le basi di un’emergenza costante, con continue azioni di adeguamento del sistema, privo di un assetto stabile, trasparente e controllabile”.

Il sovraffollamento, per esempio, impatta quasi esclusivamente sui Cas adulti. Su 6.024 strutture prefettizie attive nel 2024, 973 risultano oltre la capienza stabilita, 520 sono oltre il 120% e 13 hanno presenze pari al doppio della capienza. Parallelamente crescono i gestori for profit: il numero dei posti passa da 7.089 a 14.813 tra 2022 e 2024 (+109%) e anche i centri medi e grandi (il 36,0% dell’accoglienza è concentrata in centri sopra i 50 posti). Cresce il peso dei grandi gestori e si tende a premiare la riduzione di costi dovuta a grandi volumi e scarsi servizi.

Deboli sarebbero infine i controlli: secondo i dati ottenuti da ActionAid dal Ministero dell’Interno, nel 2024 si sono svolti 1.564 controlli (con sanzioni per i gestori pari a circa 677mila euro). Per la ong ci sono “poli iper-monitorati” come Napoli (100% delle strutture), Potenza (93,2%) e Caserta (il 95,6%) e “grandi zone cieche” come le Prefetture di Roma, Frosinone e Ravenna. Le ispezioni inoltre diminuiscono rispetto al passato: nel 2024 quattro centri su cinque non vengono controllati.


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