Tunnel del Virgolo, timida ripresa dei lavori dopo mesi di stop e l’ultimatum di Rfi – Bolzano
BOLZANO. Per scaramanzia Daniel Alfreider non vuol dire di più: “Hanno iniziato a fare qualche lavorazione…”. Non parla di “lavori” in senso proprio, l’assessore provinciale. Poi dice: “Sì, stanno scavando qualcosa”. Intende sul fianco del Virgolo, dove da mesi il cantiere per la costruzione del tunnel ferroviario è malinconicamente fermo. L’areale sotto il viadotto A22 è deserto, qualche ombra di ruspa nascosta tra le rocce, nessun operaio che si aggiri per il quadrante che, invece, a guardare il calendario stabilito lo scorso anno, avrebbero dovuto essere lì a decine.Cosa è accaduto? Che Rfi ha dato l’ultimatum all’impresa che ha avuto in dote l’appalto per il raddoppio dei binari da e per Verona-Brennero e da e per Merano.
Nelle scorse settimane erano state spedite da Ferrovie missive molto precise, con questa sostanza inserita: se non riprendete i lavori, denunciamo il contratto e faremo noi quello che c’è da fare. Rfi ha infatti una consociata creata espressamente per attivare le infrastrutture necessarie alla rete nazionale. Insomma, la minaccia è stata: via voi, prendiamo tutto noi.Alfreider ha seguito da vicino questa querelle, dovuta alla scelta dell’impresa costruttrice di dare la precedenza ad altri cantieri in cui è impegnata a scapito di quello relativo al nuovo tunnel del Virgolo.E rivela questo: «È stata data la scadenza per i primi di maggio. Quindi adesso proveranno a riorganizzarsi e fare un po’ di lavorazioni per essere pronti per quella data». Ma, per essere sincero, l’assessore ammette: “Non so come andrà a finire”.Certo, siamo al “redde rationem”.
L’impresa ha mostrato di reagire agli inviti sempre più perentori di Rfi e ha almeno riavviato una parte di cantiere. Certo, i ritardi accumulati sono già notevoli e rischiano, al di là della decisione di assegnare ad altri l’appalto – che potrebbe giungere a seguito di altri stop – di non far partire nei tempi stabiliti una serie di opere collegate all’agenda Bolzano.Ad esempio, l’altro cantiere sotto il Virgolo che sarà funzionale alla costruzione di una seconda galleria stradale, la quale farà defluire sull’Arginale il traffico da nord in un unico senso. È improbabile infatti che il tunnel ferroviario e quello stradale possano procedere insieme, troppi rischi e troppe sollecitazioni per la collina.Nel frattempo cresce anche la preoccupazione tra amministratori e tecnici locali, che osservano con attenzione ogni minimo segnale di ripresa delle attività. Il timore è che lo stallo possa trasformarsi in un rallentamento strutturale dell’intero progetto infrastrutturale cittadino, con effetti a catena su mobilità, traffico e pianificazione urbana. Non è solo una questione di cronoprogramma saltato, ma di equilibrio complessivo tra opere già previste e interventi futuri.E mentre si attendono risposte più concrete dal cantiere, resta sospesa anche la fiducia dei cittadini, che da tempo guardano a quell’area come a un nodo strategico da sbloccare.




