Macerata, lancia il gatto dal secondo piano. Condannata e multata (4mila euro), animale confiscato e affidato al Comune
MACERATA Aveva fatto volare il gatto dal balcone di casa (al secondo piano), operaia di 42 anni condannata a quattro mesi e 4.000 euro di multa, pena sospesa, per maltrattamento di animali. Il giudice ha anche disposto la confisca del gatto: se nessuna associazione o ente ne chiederà l’affidamento resterà al Comune di Macerata. Respinte tutte le richieste di risarcimento avanzate dalle tre associazioni animaliste costituite parte civile.
L’epilogo
Si è chiusa così l’udienza predibattimentale a carico di una 42enne maceratese. I fatti che le venivano contestati risalgono alla sera del 2 dicembre 2024. Erano da poco passate le 21, un giovane che vive nel palazzo di fronte a quello dell’imputata era uscito in terrazzo quando aveva visto qualcosa volare dal balcone al secondo piano della casa di fronte. Era quindi andato a controllare e a terra aveva trovato un gatto bianco e nero, a quel punto aveva chiamato i carabinieri.
Nel giro di pochi minuti sul posto erano intervenuti una pattuglia del Nucleo radiomobile della Compagnia di Macerata e un veterinario. Per la proprietaria era scattata l’accusa di maltrattamento di animali. A seguito di imputazione coatta per la donna è stata fissata l’udienza predibattimentale e tramite il proprio legale, l’avvocato Paolo Cognini, la 42enne ha chiesto di procedere con rito abbreviato. Il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile di tre associazioni animaliste: Oipa Italia, Leal (Lega antivivisezionista) e associazione Rispetto per tutti gli animali.
Ieri, prima della discussione l’operaia ha dato la propria versione negando gli addebiti. Al giudice Domenico Potetti e al pm Francesca D’Arienzo ha riferito che l’animale era vivace e si era lanciato da solo dal balcone, che lo aveva già fatto altre volte e che il veterinario non aveva riscontrato lesioni.
È stata condannata a 4 mesi e 4.000 euro di multa, pena sospesa, con confisca del gatto. Rigettate le richieste risarcitorie delle tre associazioni animaliste tutelate dagli avvocati Claudia Taccani e Rosaria Loprete, ieri sostitute dall’avvocato Sandro Pugliese, e dal legale Giulio Muceli, sostituito dalla collega Silvia Vigoni. «Giustizia è fatta», ha commentato l’avvocato Taccani. L’Oipa, grazie ai volontari locali, seguirà l’eventuale iter di adozione.




