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Caso Rocchi, chi è Croce, l’avvocato tifoso del Verona che ha presentato l’esposto: “Ci ho visto giusto”

Dietro a un aspetto dell’inchiesta arbitri che ha portato all’autosospensione di Rocchi e che coinvolge altri direttore di gara c’è un legale che era allo stadio e che non ha gradito l’intervento del Var. A mettere nel mirino la conduzione del match Inter-Verona è stato proprio l’esposto di un tifoso veronese e avvocato, il 7 gennaio 2024.

Si chiama Michele Croce, fa l’avvocato, è stato candidato sindaco a Verona. Nel gennaio 2024, dopo essere andato allo stadio con i suoi figli e aver visto quella gomitata impunita di Bastoni a Duda durante Inter-Verona, ha denunciato. Perché i giudici del Var non sono intervenuti. L’episodio è oggi un capo d’imputazione. «Ho presentato l’esposto, l’episodio mi è sembrato subito un furto, una frode. L’arbitro Var e il suo assistente avrebbero dovuto obbligatoriamente chiamare l’on field review, cioè chiedere all’arbitro in campo di verificare. Non l’hanno fatto, violando dolosamente una norma del regolamento. Quella scelta ha influito sul risultato della partita».

Il dialogo tra arbitro e Var durante Inter-Verona: “Ma fischia, santo cielo!”





Croce è stato convocato dal pm Ascione, titolare della nuova inchiesta che scuote il calcio: «Mi ha convocato prima dell’estate 2025. Mi ha detto che avrebbe raccolto audio e video. Riteneva che la mia querela non rappresentasse un episodio isolato. E da quello che leggo, ci avevo visto giusto».


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