Barbiere ucciso a coltellate, oggi ad Ascoli il funerale di Niko Tacconi a San Pietro Martire. Intanto Bellini rimane in carcere

ASCOLI Si terranno oggi pomeriggio alle ore 15, nella chiesa di San Pietro Martire, i funerali di Niko Tacconi, il 34enne ascolano ucciso lo scorso 19 aprile al culmine di una lite nel quartiere Borgo Solestà, sfociata in un’aggressione a coltellate. Dopo l’autopsia eseguita venerdì scorso, la Procura ha concesso il nullaosta alla restituzione della salma, consentendo così ai familiari di fissare la data delle esequie.
La camera ardente
Nelle ultime ore, numerosi amici e conoscenti hanno fatto visita alla camera ardente allestita presso l’obitorio dell’ospedale Mazzoni, stringendosi attorno al dolore della madre Maria Cristina, del fratello Jacopo e degli altri familiari piombati nella disperazione a seguito della tragedia che si è consumata. Un’intera comunità resta profondamente scossa per la tragica scomparsa del giovane barbiere. Intanto, risposte importanti potrebbero arrivare dagli accertamenti medico-legali.
L’inchiesta
I consulenti nominati dalla Procura, Massimo Senati e Francesco Brandimarti, che hanno eseguito l’autopsia, si sono riservati sessanta giorni per rispondere ai quesiti posti dal pubblico ministero Umberto Monti. Dai primi riscontri, la morte sarebbe sopraggiunta a causa di uno choc emorragico provocato da una ferita all’addome. Tra gli approfondimenti affidati ai periti, oltre alla verifica della compatibilità delle lesioni con il coltello da 17 centimetri sequestrato nell’abitazione di Emanuele Bellini e ritenuto l’arma del delitto, figura anche la possibilità di esaminare gli abiti: sia quelli indossati dalla vittima al momento dell’aggressione, sia quelli riconducibili allo stesso Bellini. Accertamenti utili a chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti e l’eventuale presenza di tracce biologiche. I consulenti dovranno inoltre ricostruire nel dettaglio la sequenza dell’aggressione, verificare la presenza di eventuali lesioni da difesa, eseguire esami tossicologici e accertare la possibile presenza di dna estraneo, anche con il supporto della professoressa Chiara Turchi dell’Università Politecnica delle Marche. Sul fronte giudiziario, non si esclude che nelle prossime ore la Procura possa disporre una perizia o richiedere un incidente probatorio per valutare le capacità mentali di Emanuele Bellini, attualmente detenuto nel carcere di Marino del Tronto.




