il duro affondo di Daniele Mezzacapo – Forlì24ore.it

Dopo l’incendio notturno nelle case popolari il coordinatore di Futuro Nazionale accusa l’Amministrazione di inerzia e chiede legalità
L’incendio divampato nelle cantine dello stabile di via Marsala, con la conseguente evacuazione dei residenti e il ricovero di alcuni intossicati, “rappresenta la punta di un iceberg fatto di degrado e abbandono che non può più essere ignorato”. L’avvocato Daniele Mezzacapo, vice sindaco della città fino a giugno 2024, interviene con forza sulla gestione dell’edilizia residenziale pubblica a Forlì, sottolineando come quell’area sia da anni teatro di segnalazioni documentate dai residenti su spaccio, occupazioni improprie di spazi comuni e violenze. Secondo l’esponente di Futuro Nazionale, l’evento notturno non è un caso isolato, “ma il risultato di un controllo pubblico che ha smesso di funzionare, lasciando i cittadini perbene ostaggi di una situazione insostenibile”.
Il fulcro della polemica riguarda la presunta “doppia legalità” che si sarebbe instaurata negli alloggi popolari, “dove chi non rispetta le regole della convivenza civile sembra godere di una sorta di immunità abitativa a spese della collettività”. Mezzacapo, che siede in consiglio comunale nelle fila della maggioranza, evidenzia come le cantine, proprio dove si è originato l’ultimo rogo, siano percepite da tempo come zone franche e rifugi incontrollati per persone estranee ai condomini. Viene inoltre richiamata la memoria di gravi episodi di violenza passati, come l’aggressione avvenuta nel 2024, per ribadire che “la mancanza di provvedimenti decisivi da parte del Comune stia alimentando un clima di paura costante tra le famiglie e gli anziani del quartiere”.
Oltre al tema della sicurezza, la critica si sposta sulla pianificazione urbanistica e sociale della zona, contestando la scelta di progettare “centri di accoglienza per senzatetto proprio in un’area già profondamente segnata da tensioni quotidiane”. La proposta di Mezzacapo è netta: “la casa popolare deve essere considerata un bene pubblico legato al rispetto rigoroso dei regolamenti, non un diritto eterno per chi calpesta la dignità della comunità”. La richiesta rivolta alla Giunta è quella di abbandonare l’approccio dell’ascolto passivo per passare ad azioni concrete che restituiscano decoro e sicurezza a un pezzo di città che non può più essere lasciato indietro.
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