Perugia, torna il Festival della parità di genere. Regione lavora a legge su affettività

Sei giorni, circa sessanta eventi e oltre duecento speaker, tra panel, laboratori, incontri con autori, workshop, lezioni aperte nei dipartimenti universitari, proiezioni, mostre, teatro, musica e stand up comedy. Dal 4 al 9 maggio a Perugia torna il Festival della parità di genere, la cui seconda edizione è stata presentata lunedì nel corso di una conferenza stampa. Un appuntamento diffuso che attraversa la città e più ambiti della vita pubblica, con l’obiettivo di affrontare il tema della parità non come questione settoriale ma come elemento che riguarda istituzioni, lavoro, scuola, ricerca, cultura e relazioni sociali.
L’affettività È questa la cornice dentro cui si inseriscono anche le riflessioni sul piano normativo e sulle politiche regionali legate ai diritti e all’educazione. A margine della presentazione l’assessora alle Pari opportunità Simona Meloni ha infatti spiegato che la Regione sta lavorando a una nuova legge sull’affettività, sul modello di quella della Puglia. Un intervento, ha detto, che si inserisce in un percorso più ampio di politiche educative. Meloni ha ricordato come l’Umbria abbia già una legge sulla parità di genere approvata nel 2015 e una successiva norma contro le discriminazioni approvata all’unanimità nella scorsa legislatura e che, con il nuovo intervento, si punta a un ulteriore passo in avanti, in particolare sul piano educativo, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza nei percorsi di crescita.
Il programma Il Festival, promosso dall’Associazione Intersezioni ETS e coordinato da Giuseppina Bonerba, docente dell’Università degli studi di Perugia, si sviluppa in sei giorni con un programma ampliato rispetto alla prima edizione. Il tutto con un impianto che intreccia linguaggi diversi e luoghi differenti, coinvolgendo Perugia, Terni e Foligno. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e spaziano dalla divulgazione scientifica alla cultura, fino a momenti artistici e performativi. Nel corso della presentazione è stato ribadito come il Festival si proponga di decostruire stereotipi, affrontare le disuguaglianze e promuovere nuovi modelli sociali. La presidente della Regione Stefania Proietti ha parlato di uno spazio pubblico di confronto su una delle questioni centrali del presente, sottolineando che «lavoriamo affinché la parità diventi pratica quotidiana: nelle istituzioni, nel lavoro, nella scuola, nella ricerca, nell’impresa, nella cura, nei linguaggi e nelle relazioni sociali».
Trasversalità Proietti ha evidenziato anche il carattere trasversale del programma, che affronta temi come lavoro, economia, scienza, intelligenza artificiale, disabilità e rappresentanza, richiamando inoltre la necessità di andare oltre la sola presenza femminile nelle istituzioni e ricordando che restano aperti nodi legati alla parità salariale, alla distribuzione del lavoro di cura e all’accesso alle carriere. Sul piano politico e sociale, il vicepresidente della Regione Tommaso Bori ha posto l’attenzione sulle radici culturali delle disuguaglianze, sottolineando come queste si riflettano sia nella sfera privata sia in quella pubblica. Il tema della cura, ha spiegato Bori, resta ancora in larga parte a carico delle donne: un elemento – ha detto – che incide in modo diretto sulle possibilità di partecipazione e autonomia.
Disuguaglianze Anche la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi ha richiamato il nodo delle disuguaglianze, in particolare nell’accesso al lavoro e nelle condizioni di carriera, sottolineando come la parità di genere incida su scelte quotidiane e percorsi di vita. Bistocchi ha citato il tema della conciliazione tra lavoro e famiglia e le difficoltà ancora presenti per molte donne nei contesti professionali. Un ruolo centrale nel Festival è quello del sistema produttivo e delle imprese. La Camera di commercio dell’Umbria partecipa come co-organizzatore e propone quattro appuntamenti dedicati al rapporto tra parità, economia e sostenibilità sociale. Il segretario generale Federico Sisti ha sottolineato che «parlare di parità non è mai sufficiente, non è mai abbastanza» e che il lavoro del Festival consiste anche nel rendere questi temi parte della quotidianità delle imprese e delle istituzioni.
Gli appuntamenti Tra gli appuntamenti in programma figura un incontro dedicato alle società benefit, che vengono presentate come un modello di impresa in cui, accanto al profitto, assumono rilievo anche obiettivi di impatto sociale e ambientale. In questo contesto la parità viene letta come parte integrante dei processi organizzativi e non come elemento separato. Sempre sul versante del lavoro, è previsto anche il percorso legato alla certificazione di genere, che coinvolge 32 imprese umbre e che si concluderà durante il Festival. L’iniziativa, promossa insieme alla Consigliera di parità e alla Regione, ha accompagnato le aziende in un percorso di formazione sui temi dell’equità interna, della gestione delle carriere e della conciliazione tra vita e lavoro.
L’Università Accanto alla dimensione economica, il Festival dà spazio anche alla produzione culturale e alla formazione. L’Università degli Studi partecipa come co-organizzatore con un programma articolato di incontri, lezioni aperte e iniziative studentesche. Tra gli appuntamenti principali figura l’evento dedicato ai ottant’anni dal voto femminile in Italia, con una proiezione cinematografica e un momento di riflessione pubblica. Il prorettore per le Pari opportunità Alceo Macchioni ha sottolineato come il tema della parità rappresenti una priorità per l’Ateneo, evidenziando la necessità di strumenti concreti per affrontare il divario ancora presente nelle carriere accademiche.
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