Giorgio Asproni: a Nuoro il ricordo del deputato ribelle a 150 anni dalla morte
Mentre Nuoro si prepara a celebrare il centenario del Nobel di Grazia Deledda, la città si ferma per rendere omaggio a un altro dei suoi figli più illustri, Giorgio Asproni, la cui attività politica e parlamentare ha segnato profondamente la storia del Risorgimento e la battaglia per il riscatto della Sardegna. A un secolo e mezzo dalla sua scomparsa, l’Associazione Mazziniana Italiana, in collaborazione con l’ISTASAC, ha organizzato un incontro per riportare al centro del dibattito questa figura complessa e poliedrica. Asproni, che fu sacerdote ribelle, massone, giornalista e deputato, rappresentò l’anima democratica di un’Italia nascente, restando sempre fedele agli ideali repubblicani e mazziniani.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 29 aprile 2026, alle ore 18,00, all’auditorium della biblioteca Sebastiano Satta. L’iniziativa, dal titolo Pensiero e azione: il lascito di Giorgio Asproni a 150 anni dalla morte, non vuole essere una semplice commemorazione formale, ma un vero e proprio viaggio nell’opera di un uomo che seppe opporsi con fierezza alle egemonie piemontesi pur sentendosi cittadino del mondo. I lavori, introdotti e coordinati da Annico Pau, presidente della sezione nuorese dell’Associazione Mazziniana, vedranno la partecipazione di diversi studiosi. Diego Carru approfondirà il ruolo di Asproni come difensore degli interessi sardi in Parlamento, mentre Salvatore Italo Deledda analizzerà il suo intimo vissuto tra l’appartenenza all’Isola e la fede nella patria italiana.
Giuseppe Puligheddu chiuderà gli interventi esaminando il legame ideale con Giuseppe Mazzini, un rapporto basato su una profonda sintonia intellettuale che portò il fondatore della Giovine Italia a denunciare spesso sulle proprie testate la marginalità della Sardegna. Durante la serata sono previsti anche i saluti istituzionali dei rappresentanti dei comuni di Bitti, paese natale di Asproni, e di Nuoro. La vita del deputato bittese, eletto per ben otto mandati, fu una corsa incessante tra le principali capitali politiche dell’epoca, da Torino a Roma, distinguendosi come una spina nel fianco per la classe dirigente sabauda. Il suo impegno contro il sottosviluppo e per la giustizia sociale appare ancora oggi di una modernità sorprendente, parlando con forza alle sfide del nostro presente. L’ingresso all’evento è libero e aperto a tutta la cittadinanza.
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