Lazio

Eur, c’è da restaurare la Basilica dei Santi Pietro e Paolo: imprenditore dona 100mila euro

Nel più ampio mosaico dei finanziamenti legati al Pnrr e al programma “Caput Mundi”, gran parte delle risorse destinate al rilancio culturale e urbano della Capitale continua a concentrarsi sul centro storico e sui grandi complessi archeologici.

In questo scenario, il quadrante dell’EUR resta ai margini, affidando la tutela di alcuni suoi simboli a iniziative esterne al perimetro pubblico.

È il caso della Basilica dei Santi Pietro e Paolo, uno degli edifici più riconoscibili del quartiere, per il quale si apre ora una nuova fase di interventi grazie a un contributo privato.

Un intervento sostenuto dal mecenatismo

A farsi promotore dell’operazione è Massimo Maurizi, che ha scelto di finanziare con 100mila euro i primi lavori di restauro della basilica.

Un gesto che consente di avviare un percorso di recupero atteso da tempo, in un contesto in cui le risorse pubbliche non sono state sufficienti a coprire il fabbisogno complessivo dell’intervento.

Il nodo dei finanziamenti pubblici

L’edificio, pur avendo un forte valore architettonico e urbanistico, non è rientrato tra le priorità dei principali programmi di finanziamento, rimasti concentrati su altre aree della città.

I fondi del piano “Caput Mundi”, infatti, hanno privilegiato il centro storico e i grandi attrattori turistici, lasciando scoperti alcuni interventi periferici.

In questo vuoto si inserisce l’iniziativa privata, che permette di sbloccare almeno una prima fase operativa dei lavori.

L’appello delle istituzioni locali

Alla presentazione dell’intervento erano presenti la presidente del Municipio IX Titti Di Salvo, il vicepresidente Augusto Gregori e il parroco della basilica, don Luca Atzeni. L’incontro è diventato anche l’occasione per lanciare un appello alle realtà economiche del territorio.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una rete di sostegno più ampia, coinvolgendo le numerose aziende presenti nell’area dell’EUR, così da garantire la copertura dell’intero progetto di restauro.

Un simbolo urbano da recuperare

La basilica, consacrata nel 1955 ma già prevista nel disegno urbanistico dell’E42, rappresenta uno degli elementi identitari del quartiere.

Collocata in posizione dominante sul profilo dell’EUR, non è solo un luogo di culto ma anche un punto di riferimento architettonico per residenti e lavoratori della zona.

Il suo recupero assume quindi un valore che va oltre l’aspetto religioso, toccando la dimensione urbana e culturale di un intero quadrante della città, chiamato oggi a confrontarsi con la sfida della conservazione del proprio patrimonio attraverso nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato.

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