Umbria

Orvieto, il Comune respinge le accuse sulle liste d’attesa dei servizi anagrafici

La scadenza fissata dall’Unione Europea sulla validità delle carte d’identità cartacee fino al 2 agosto 2026 sta mettendo sotto pressione gli uffici anagrafici di tutta Italia. Orvieto non fa eccezione, ma il sindaco Roberta Tardani respinge le accuse presentate dal gruppo consiliare del Pd di disorganizzazione e chiarisce i termini reali della situazione.

Critiche «Al 15 aprile 2026, data in cui è stata presentata l’interrogazione, la prima disponibilità utile risultante dal portale di prenotazione era per il giorno 18 maggio. Si tratta dunque della metà del tempo denunciato» spiega il sindaco. Per far fronte all’ondata di richieste, già a novembre l’amministrazione comunale ha organizzato aperture straordinarie domenicali dedicate esclusivamente al rinnovo delle carte d’identità cartacee. Gli orari degli uffici demografici sono stati estesi su cinque giorni lavorativi invece di tre ed è stato introdotto un sistema di prenotazione telematica con slot da 15 minuti.

Organico Sul fronte del personale, a febbraio è stata aggiunta una nuova unità all’organico, portando la dotazione complessiva dell’ufficio a sei persone e da marzo è stata attivata una seconda postazione di front office. «Da gennaio ad aprile sono state rinnovate 1.269 carte d’identità cartacee, a fronte di un totale di 2.644 Cie rilasciate nell’intero 2025. Stiamo, quindi, lavorando per dare la migliore risposta ai cittadini di fronte a questa particolare contingenza» sottolinea Tardani.

Digitalizzazione Riguardo la digitalizzazione il Comune sottolinea che dal 2021 è attivo il portale di anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) per il download autonomo delle certificazioni, e che grazie ai fondi Pnrr sono stati attivati procedimenti interamente online per diversi servizi, dal rilascio di certificati di stato civile all’iscrizione agli albi elettorali. Sul Digipass il sindaco precisa che la struttura non è utilizzabile per il rinnovo delle carte cartacee, poiché l’applicazione Cie Id è pensata esclusivamente per attivare funzionalità legate alla carta d’identità elettronica già in possesso. Infine, l’amministrazione spiega che da marzo per privacy all’utente viene chiesto di compilare un modulo scritto con i propri dati e l’eventuale consenso alla donazione degli organi, evitando così che l’operatore debba porre domande ad alta voce davanti ad altre persone.

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