Gianluca Rocchi (arbitri) indagato per aver favorito l’Inter
la notizia esplode come un fulmine a ciel sereno. Il designatore arbitrale di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è indagato per il sospetto di aver favorito l’Inter e si è autosospeso con effetto immediato dopo aver ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione, ipotizza il reato di concorso in frode sportiva in relazione a presunti episodi avvenuti durante la stagione calcistica 2024-2025. Tra gli indagati figura anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni.
L’avviso di garanzia e la decisione di autosospensione
La notifica dell’avviso di garanzia è avvenuta nella serata precedente alla decisione di Rocchi di sospendersi dal ruolo di responsabile della Commissione arbitri nazionale (CAN). La scelta, maturata in accordo con l’Associazione Italiana Arbitri (AIA), è stata presentata come un passo necessario per consentire lo svolgimento dell’iter giudiziario senza interferenze.
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In una dichiarazione, Rocchi ha sottolineato di aver preso una decisione difficile ma condivisa con la propria famiglia, esprimendo la convinzione di poter chiarire la propria posizione nel corso delle indagini e di uscire rafforzato dalla vicenda. Il designatore ha inoltre ribadito fiducia nella magistratura, sostenendo di aver sempre operato correttamente nello svolgimento delle proprie funzioni.
L’inchiesta della Procura di Milano
L’indagine, avviata nell’estate precedente, si inserisce in un filone investigativo più ampio che riguarda diversi aspetti del calcio italiano, tra cui l’attività arbitrale, i rapporti con la FIGC e il funzionamento della giustizia sportiva. Secondo gli inquirenti, gli episodi oggetto di approfondimento potrebbero configurare interferenze nelle decisioni arbitrali, in particolare nell’utilizzo del sistema VAR.
La frode sportiva rappresenta il principale capo d’accusa ipotizzato dalla Procura. Si tratta dello stesso reato che fu al centro dello scandalo noto come Calciopoli, che nel 2006 portò a pesanti sanzioni sportive, tra cui la retrocessione della Juventus in Serie B.
Il caso Udinese-Parma del marzo 2025
Uno degli episodi centrali dell’indagine riguarda la partita Udinese-Parma 1 marzo 2025, conclusa con la vittoria per 1-0 dell’Udinese grazie a un calcio di rigore trasformato da Florian Thauvin. Le immagini agli atti mostrano la sala VAR di Lissone durante la revisione di un possibile fallo di mano in area. Nel corso della valutazione, l’arbitro VAR Daniele Paterna discute con i colleghi sulla dinamica dell’episodio. Dopo una prima valutazione dubbia, Paterna invita l’arbitro di campo Fabio Maresca a effettuare una “on field review”, che porterà all’assegnazione del rigore decisivo.
Secondo quanto emerso da un esposto presentato dall’assistente arbitrale Domenico Rocca, successivamente archiviato dalla giustizia sportiva, durante quella fase Rocchi si sarebbe avvicinato alla sala VAR, richiamando l’attenzione degli arbitri attraverso il vetro della stanza. Un comportamento che, se confermato, potrebbe configurare una violazione delle regole che garantiscono l’autonomia decisionale degli ufficiali di gara.
La posizione di Paterna e le implicazioni
Nel corso delle indagini, Paterna è stato inizialmente ascoltato come testimone. Tuttavia, la sua posizione è cambiata quando il pubblico ministero ha ritenuto che alcune dichiarazioni rese non fossero veritiere, anche alla luce dei filmati acquisiti. Di conseguenza, l’arbitro è stato indagato per falsa testimonianza.
Le normative sul funzionamento del VAR stabiliscono che la sala di controllo debba rimanere isolata e che nessuno possa interferire direttamente con le decisioni degli arbitri durante la revisione delle azioni. Sebbene la stanza sia dotata di una vetrata che consente visibilità dall’esterno, ogni forma di comunicazione non autorizzata rappresenta una potenziale violazione.
Le reazioni istituzionali e i cambiamenti regolamentari
Dopo la segnalazione presentata da Rocca, il presidente dell’AIA Antonio Zappi ha trasmesso gli atti alla Procura federale della FIGC. Contestualmente, sono state introdotte nuove disposizioni che obbligano chiunque acceda alla sala VAR di Lissone a redigere una relazione dettagliata sulle attività svolte. A seguito di queste modifiche, nessun componente della struttura guidata da Rocchi ha più frequentato la sala VAR. Parallelamente, la FIGC ha intensificato i controlli inviando ispettori della Procura federale durante le partite.
Sul piano istituzionale, la vicenda ha contribuito a deteriorare i rapporti tra Rocchi, la dirigenza arbitrale e i vertici federali, alimentando anche ipotesi di una possibile riorganizzazione della Commissione arbitri nazionale di Serie A.
Il precedente di Inter-Verona del gennaio 2024
Un ulteriore episodio oggetto di attenzione riguarda la partita Inter-Verona 8 gennaio 2024, vinta dall’Inter per 2-1. In quella occasione, un contatto tra Alessandro Bastoni e il giocatore del Verona Ondrej Duda non fu oggetto di revisione VAR. Dalle registrazioni emerge che l’arbitro Michael Fabbri e il VAR Luigi Nasca discussero l’episodio senza procedere a una revisione sul campo. La rete successiva, risultata decisiva, venne convalidata.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’omessa revisione di un possibile fallo intenzionale lontano dall’azione principale potrebbe configurare un comportamento rilevante ai fini dell’indagine per frode sportiva.
L’interrogatorio di garanzia
Per Rocchi è stato fissato un interrogatorio di garanzia per giovedì alle ore 10. In quella sede potrà fornire la propria versione dei fatti davanti al pubblico ministero. Come previsto dalla procedura, potrà anche scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Nel frattempo, il designatore ha ribadito la propria posizione, sostenendo di aver sempre operato nel rispetto delle regole e manifestando fiducia nell’operato della magistratura.
Contesto e possibili sviluppi
L’inchiesta rappresenta uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni nel panorama arbitrale italiano. Il coinvolgimento di figure di primo piano e l’ipotesi di reati legati alla gestione delle decisioni arbitrali riportano l’attenzione su temi già emersi in passato nel calcio italiano.
Gli sviluppi dell’indagine potrebbero avere conseguenze sia sul piano penale sia su quello sportivo, con eventuali procedimenti paralleli da parte della giustizia federale. Al momento, tuttavia, le indagini sono ancora in corso e tutte le posizioni restano da chiarire.
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